Reddito minimo ai disoccupati: tagliato dalla manovra ter

Approvate le norme per assicurare gli stipendi a precari e forestali, ma salta il reddito minimo per i disoccupati. Crocetta si dichiara dispiaciuto: mancano le risorse per garantirlo

Reddito minimo ai disoccupati: tagliato dalla manovra ter

Continua il taglio per alcune misure che avrebbero garantito il sostentamento economico a molti disoccupati. Nella riunione per discutere sulla finanziaria ter, Crocetta ha dovuto togliere il reddito minimo ai disoccupati, che fino a pochi giorni fa aveva assicurato. Il presidente stesso aveva detto che avrebbe fatto di tutto per mantenere l’impegno, ma malgrado questo la normativa è saltata e i disoccupati non percepiranno l’indennità.

E’ stata invece approvata la normativa che assicura gli stipendi ai precari, ai forestali e ai dipendenti degli enti regionali. La misura prevede la proroga di tre anni per i Pip (Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo), i quali saranno liberi di dimettersi con la possibilità di ricevere immediatamente l’ammontare di tre anni del loro stipendio, grazie ai fondi già stanziati. Una conferma che questi lavoratori aspettavano e che li tutela per qualche anno in più. Nell’incontro di ieri pomeriggio si è tanto discusso sui fondi da trovare per altre misure preventive e, coperti alcuni punti fondamentali, a restare scoperto è stato proprio il reddito minimo di disoccupazione.

Infatti, non ci sono soldi nel bilancio per garantire il reddito minimo per i disoccupati, e non si possono utilizzare i fondi europei perché il governo centrale di Bruxelles ritiene che il sussidio per i disoccupati non rientri nelle forme di misure preventive previste dal Fondo sociale europeo. Il governatore Crocetta aveva detto di voler dare un contributo a chi non avesse incassato più di 5mila euro, ricevendo una somma, seppur minima, per andare avanti. Gli impedimenti sono sempre all’angolo, si sa, e a rimetterci è sempre il povero lavoratore che non riesce ad andare avanti.

E l’Europa, cosa fa? Nega la possibilità di utilizzare i fondi per scopi di sostegno economico. Qual è allora lo spirito del fondo sociale europeo, se tra le sue mansioni non c’è la possibilità di aiutare chi è in difficoltà? L’Europa Unita dovrebbe avere a cuore il benessere dei cittadini e consentire ai governi di utilizzare i fondi disponibili per le priorità dei cittadini che riguardano anche il sostegno economico. Una valida collaborazione tra le parti potrebbe significare molto per ridare speranza a chi si sente completamente abbandonato.

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