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Processo Ruby, Silvio Berlusconi condannato a 7 anni e interdetto dai pubblici uffici

Più severa del previsto la pena per Silvio Berlusconi, condannato a sette anni per i reati di concussione e prostituzione minorile, uno in più rispetto alla richiesta dell’accusa

Politica
Pubblicato il 24 giugno 2013, alle ore 16:19

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Processo Ruby, Silvio Berlusconi condannato a 7 anni e interdetto dai pubblici uffici

L’ex premier Silvio Berlusconi, imputato a Milano nel processo Ruby, è stato condannato a 7 anni per i reati di concussione e prostituzione minorile e, inoltre, è stato interdetto a vita dai pubblici uffici.

Questo è il verdetto dei giudici della quarta sezione del tribunale di Milano, presieduti da Giulia Turri.

I magistrati si erano riuniti alle 9.45 di questa mattina in camera di consiglio per decidere il verdetto, mentre in aula erano presenti solo i legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo.

Assente anche il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che da tempo aveva programmato un periodo di ferie, sostituita dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati.

Fuori dal Tribunale di Milano un piccolo gruppo, composto da una decina di manifestanti, ha accolto con applausi e grida di esultanza la notizia della condanna di Silvio Berlusconi. Alcuni di loro hanno intonato l’inno d’Italia, mentre altri hanno inneggiato a Ilda Boccassini, esibendo cartelli con scritto: “Giustizia, legalità e dignità” e “Ilda non te ne andare” (riferiti alla possibilità di un trasferimento del giudice a Firenze).

Due sostenitrici di Silvio Berlusconi, una delle quali avvolta in una bandiera di Forza Italia, si sono presentate per manifestare il loro sostegno all”ex premier: “Si tratta di un processo fasullo – hanno spiegato – ed è giusto che Berlusconi non sia perseguitato dalla giustizia”.

L’avvocato dell’ex premier Niccolò Ghedini, intercettato dai cronisti fuori del tribunale, annuncia: “Faremo appello”. E aggiunge: “La sentenza non mi sorprende affatto. Sono due anni e mezzo che diciamo che qui questo processo non si poteva fare. E’ una sentenza larghissimamente attesa, faremo appello, ricorso in Cassazione. E’ una sentenza che è completamente al di fuori della realtà, fuori da ogni logica, l’accusa di costrizione è allucinante. Un fatto estremamente grave: il tribunale non ha tenuto conto della realtà processuale”.

Inoltre, rischiano di essere processati per falsa testimonianza circa una ventina di testimoni, tra cui, oltre alla maggior parte delle cosiddette “olgettine” ospitate ad Arcore da Silvio Berlusconi, che ricevono un assegno mensile dal Cavaliere, c’è l’ex consigliere per la politica estera di Berlusconi, Valentino Valentini, l’europarlamentare Licia Ronzulli, la parlamentare Maria Rosaria Rossi, il cantante Mariano Apicella e la funzionaria della questura di Milano, Giorgia Iafrate.

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