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Politica antieuropeista diffusa in Italia, alla vigilia delle Europee

Meno di due mesi alle elezioni europee e Grillo, Salvini e Meloni cavalcano ora più che mai l'onda antieuropeista affermatasi in tutto il Vecchio Continente. L'Altra Europa di Tsipras invece non vuole uscire dall'Euro

Politica
Pubblicato il 14 aprile 2014, alle ore 10:31

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Politica antieuropeista diffusa in Italia, alla vigilia delle Europee

E’ corretto dire che la politica dell’austerità, la quale vede la sua massima espressione nel Fiscal Compact, abbia peggiorato la situazione in stati come la Grecia, ma è anche vero che questa onda antieuropeista sembra un po’ estrema e atta a fare incetta di voti. Chiaro è che alcuni movimenti politici non sono solo contro l’assetto attuale dell’UE bensì contro l’idea stessa di un Europa unita e di una moneta unica.

Sono ormai molteplici a pensare che, in un modo o nell’altro, questo modello di Europa si sia dimostrato fallimentare su tutti i fronti. Primo tra tutti Grillo, che nel frattempo appoggia i secessionisti veneti, portavoce del M5S il quale afferma da anni che l’Euro e l’Europa sono l’origine dell’attuale crisi economica. Segue la Lega Nord, guidata da Salvini, e Fratelli d’Italia, tra i quali spiccano La Russa e Meloni: entrambi partiti i cui leader, grazie alla campagna contro l’euro, sperano di ottenere maggiori consensi rispetto a quelli ricevuti durante le ultime elezioni politiche (la Lega ha ottenuto il 4% e FdI solo il 2%).

Mentre Grillo si reca in tour al grido di “Te la do io L’Europa”e Salvini annuncia la possibile candidatura di un secessionista veneto arrestato di recente, si è invece formata di recente la lista L’Altra Europa di Alexis Tsipras, leader greco di Syriza, partito di estrema sinistra. La lista, promossa tramite un appello di alcuni intellettuali italiani tra cui Andrea Camilleri e Flores D’Arcais (anche se solo inizialmente), si propone di cambiare l’attuale panorama politico europeo, in cui la fanno da padrone i poteri finanziari e la Merkel, ma evitando di uscire dall’Euro o dall’UE.

Provenendo da una paese che la crisi l’ha vissuta sul serio, Tsipras sembra conoscere veramente qual è il problema di quest’Europa. Gli obiettivi principali della lista sono:
1. Fare in modo che l’UE possa finanziare direttamente gli stati in difficoltà senza passare per le banche;
2. La sospensione del Fiscal Compact e dell’austerity (presente anche nel programma M5S);
3. Tassare maggiormente le operazioni finanziare e meno il lavoro;
Il resto del programma mira alla creazione di nuova occupazione anche attraverso il rispetto per l’ambiente e la riforma delle politiche d’immigrazione europee.

Sembra che la differenza tra le forze politiche sopra citate sia da inquadrare soprattutto nel dibattito sulla permanenza nell’ Eurozona. C’è da chiedersi quindi se un eventuale ritorno alla sovranità monetaria possa migliorare le cose definitivamente o se costituisce solo un momentaneo palliativo. Coloro che sostengono l’uscita dall’Euro credono di poter migliorare la situazione svalutando la moneta. Ma sono in molti a chiarire che la svalutazione ha effetti nefasti sui prezzi dei prodotti importati: potrebbe danneggiare i prodotti made in Italy, per la creazione dei quali abbiamo bisogno di importare fonti di energia dall’estero, le quali, in seguito alla svalutazione, costerebbero molto di più. Inoltre, pensando alla svalutazione della moneta a cui abbiamo fatto ricorso nel XX secolo, dobbiamo tenere conto che il panorama economico mondiale non è più quello post-bellico e nemmeno quello del ventennio fascista che permise le politiche autarchiche.

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