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Polemica tra Fratelli d’Italia e Fanpage sul video dell’inchiesta Lobby Nera

Botta e risposta tra la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e la testata Fanpage sull'inchiesta che vede al centro legami tra i partiti di destra e gruppi eversivi e neofascisti milanesi

Politica
Pubblicato il 3 ottobre 2021, alle ore 19:41

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Polemica tra Fratelli d’Italia e Fanpage sul video dell’inchiesta Lobby Nera

Succede che quando uno si sente messo sul banco degli accusati reagisca d’istinto e non sempre nel modo più efficace per fugare da sé ogni sospetto. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sentendosi punta sul vivo dal video girato da un giornalista di Fanpage sotto mentite spoglie e del quale è stato mandato in onda uno stralcio nella trasmissione “Piazza Pulita” di Rai3, va all’attacco.

Ma è un attacco che, invece di fugare i molti dubbi che l’inchiesta “Lobby Nera” solleva sulla contiguità dei partiti di destra, il suo in particolare, con ambienti di nostalgici milanesi che inneggiano al duce, a Hitler, si scambiano saluti romani e raccolgono fondi in nero per finanziare campagne elettorali, li rafforza.

Tra l’altro, sia detto per inciso, il candidato Sindaco a Milano che la lista della condidata di Fratelli d’Italia, Chiara Valcepina appoggia, il pediatra Luca Bernardo, nel video non è tenuto in grande considerazione dal momento che andrebbe votato, si dice,  “turandosi il naso”.

Ma si diceva di Meloni. La sua prima reazione è stata quella dietrologica:“E’ una polpetta avvelenata alla vigilia delle elezioni” ha dichiarato e il giorno dopo: “Datemi tutto il girato dell’inchiesta” ha intimato alla redazione di Fanpage “voglio sapere esattamente come sono andate le cose e come si sono comportate le persone coinvolte” poiché ciò che si è visto dell’inchiesta sarebbero solo “ridicole macchiette neonaziste” e esisterebbe un “intero circuito o circo” che starebbe processando il suo partito in contumacia.

Una richiesta abbastanza incomprensibile poiché ciò che si vede e si sente nel girato dell’inchiesta configura ipotesi di reato e sarà acquisito dalla Procura della Repubblica di Milano che ha aperto un fascicolo. La logica avrebbe consigliato che, se proprio Fratelli d’Italia vuole fare chiarezza (e pulizia) al suo interno, dovrebbe anzitutto chiedere conto ai suoi referenti coinvolti nell’inchiesta.

Alla richiesta il direttore di Fanpage Francesco Cancellato ha risposto di no perché, ha affermato, non è compito di un giornale aiutare una leader politica a capire se nel suo partito vi siano o meno fascisti e simpatizzanti di Hitler e gravitino personaggi con precedenti condanne per apologia di fascismo. Il giornale risponde ai suoi lettori e non ai leader politici, ha detto in sostanza Cancellato, ribadendo comunque la disponibilità a confrontarsi con Meloni sulle questioni sollevate dal servizio.

Meloni però non si è accontentata della risposta ed è andata dicendo che Il direttore di Fanpage avrebbe cestinato la sua del tutto legittima richiesta definendola “oscena”.Cancellato, in una intervista al Corriere della Sera, ha negato di aver definito oscena la richiesta di Meloni, ma di ritenerla una “forzatura” perché per far valere le proprie ragioni esistono strumenti giuridici appositamente previsti dalla legge.

Sullo sfondo le elezioni amministrative di oggi e domani e quel 5% di voti della destra estrema che fanno comodo e non si possono buttare come se niente fosse.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - Mi pare condivisibile la risposta di Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, a Meloni che definisce l'inchiesta una "polpetta avvelenata alla vigilia delle elezioni". A maggior ragione in periodo elettorale, ha detto in sostanza Cancellato, il cittadino ha il diritto di essere informato su come si comportano i candidati che deve votare.

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