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Partito Democratico: Rosy Bindi non è rimasta sorpresa dalla scissione di Renzi

Rosy Bindi è tornata a prendere parte alla direzione del Partito Democratico e ha spiegato di non essere rimasta sorpresa da questa decisione dell'ex segretario del PD.

Politica
Pubblicato il 25 settembre 2019, alle ore 03:18

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Partito Democratico: Rosy Bindi non è rimasta sorpresa dalla scissione di Renzi

Ci sono stati i commenti dei vari esponenti del Partito Democratico rispetto alla scelta di Matteo Renzi di fare la scissione. Sono arrivate le dichiarazioni di Paolo Gentiloni che ha voluto affermare: “Siamo l’unico argine all’attacco ai valori progressisti”. Inoltre c’è stato il ritorno nel PD di Rosy Bindi che ha avuto modo di porre l’accento sul comportamento di Renzi dicendo di non essere rimasta sorpresa dalla sua decisione.

La direzione del Partito Democratico convocata nella città di Roma ha voluto concentrarsi su tematiche importanti, tra le quali grande importanza viene data all’accordo con il Movimento Cinque Stelle per quanto riguarda le elezioni regionali in Umbria. La riunione è stata aperta dal vice segretario Andrea Orlando e le conclusioni sono state affidate a Nicola Zingaretti.

Gli altri esponenti del PD

Quest’ultimo ha sottolineato che la scissione non significa liberazione e ha definito il PD come “il luogo del riformismo”. Inoltre l’attuale segretario del Partito Democratico si è dimostrato disponibile per un’apertura alle minoranze e ha ricordato che si apre un’altra fase.

C’è la necessità di riorganizzare il dibattito interno e c’è stata anche la presenza alla riunione dell’attuale ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Non si può dimenticare la partecipazione dell’attuale commissario UE agli Affari Economici, Paolo Gentiloni. Inoltre è tornata a prendere parte alla Direzione, dopo l’assenza avvenuta nel corso dell’era Renzi, Rosy Bindi.

Anche Andrea Orlando ha avuto modo di parlare della scissione di Matteo Renzi con queste dichiarazioni: “Non si sentiva la necessità dell’ennesima scissione nel PD“. Ha continuato dicendo che si tratta di una scelta incomprensibile ma al tempo stesso viene augurato successo alla nuova forza centrista. È intervenuto Matteo Orfini che si è detto dispiaciuto per questa scissione spiegando che si poteva evitare questa situazione. Lo stesso discorso vale per il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha affermato: “Questa scissione credo sia un errore imperdonabile“. Infine la direzione avrà un nuovo incontro il prossimo 1 ottobre.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - È evidente che gli esponenti del Partito Democratico non possano essere contenti di questa ennesima scissione che non fa bene al PD, in seguito all'alleanza giallorossa con il Movimento Cinque Stelle. Soprattutto alcuni esponenti che hanno fatto parte dell'ala renziana, come l'attuale ministro della difesa Lorenzo Guerini e il vice segretario Andrea Orlando.

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