Nuova legge dal Senato: negare l’Olocausto ora è un reato

Negare l'olocausto da oggi è reato: la commissione del Senato approva la legge sul negazionismo, previste pene fino a 3 anni di reclusione supplementare per i trasgressori.

Nuova legge dal Senato: negare l’Olocausto ora è un reato

Che il revisionismo sia una disciplina fisiologicamente necessaria a mantenere attuale l’importanza di una materia di studio come la Storia stessa, è un fatto assodato. E’ sufficiente immaginare come potrebbe essere il mondo se si smettesse di indagare a fondo sugli accadimenti del passato: non si avrebbero più le basi necessarie a costruire il futuro. Ma al contempo, anche il fatto che il revisionismo storico sia spesso strumentalizzato, fazioso e tendenzioso, è anch’essa una costante preoccupante. Una delle conseguenze più clamorose di ciò è il negazionismo riguardante la Shoah, ovverosia quella corrente di pensiero che definisce lo sterminio degli ebrei nel corso della Seconda Guerra Mondiale come “mai avvenuto”, nonostante l’interminabile stuolo di prove inconfutabili a riguardo.

Il negazionismo dell’Olocausto è infatti una delle perversioni del revisionismo storico più diffuse e preoccupanti, ed in un’epoca in cui tutto fa notizia, purché sia clamoroso e vada controtendenza, negare che lo sterminio di milioni di persone sia realmente avvenuto non può che fare adepti. Una situazione insostenibile per il Senato, che ha così approvato il nuovo disegno di legge sul negazionismo con una quota record di 234 voti favorevoli, 8 astenuti e soli 3 voti contrari. Insomma, per una volta all’interno del Senato si rema tutti in un’unica direzione: negare l’Olocausto è un reato.

La nuova legge prevede una pena detentiva supplementare di tre anni, oltre a quelli che sarebbero normalmente previsti dai reati di incitamento ala discriminazione razziale, nel caso in cui si faccia propaganda discriminatoria utilizzando come argomento la negazione dell’Olocausto. Una questione spinosa che aveva già fatto vittime eccellenti, come il professore che svolgeva il ruolo di Presidente di Commissione di Maturità al liceo Curiel dell’Arcela di Padova, che in virtù delle sue filippiche a sfondo negazionista riguardanti lo sterminio degli ebrei, era stato sollevato dall’incarico nel 2013.

Esulta il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardi Pacifici, che si lascia andare così davanti ai microfoni: “Sono insieme commosso e orgoglioso per il segnale forte che viene dal Paese rispetto ad ogni tentativo di negazionismo”.

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