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Non siamo pesci: il manifesto pro-immigranti e per le ong

Da Benigni a Saviano, passando per Lerner e Cacciari, firmato l'ennesimo appello a favore di migranti e ong: "Non possiamo essere complici della strage"

Politica
Pubblicato il 25 gennaio 2019, alle ore 18:34

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Non siamo pesci: il manifesto pro-immigranti e per le ong

Una pletora di intellettuali e uomini dello spettacolo della sinistra stanno raccogliendo firme per opporsi alla limitazione delle migrazione e spingere il governo italiano ad accogliere i profughi. Il manifesto ha raccolto finora le firme di Roberto Benigni, di Sandro Veronesi, di Massimo Cacciari, di Gad Lerner, di Roberto Saviano e di altri ancora.

Tutti contestano la decisione di affidare a Tripoli il recupero dei migranti, come quello avvenuto qualche giorno fa al largo della Libia, con 100 migranti tratti in salvo, e ricordano i 117 immigrati deceduti nel Mediterraneo, attaccando la decisione del governo di non far sbarcare i 47 migranti a bordo della Sea Watch, bloccata di fronte al porto di Siracusa.

Il manifesto

I firmatari accusano il deprezzamento del valore della vita umana portato avanti dal governo gialloverde e ricordano che la Sea Watch è l’unica nave ong oggi presente nel Mar Mediterraneo, mentre le altre, tra sequestri e blocchi, hanno da tempo ammainato le bandiere, proprio come era nelle intenzioni del ministro Salvini.

Con il suo manifesto, intitolato Non siamo pesci, iquesti firmatari intendono dar voce a quella parte dei cittadini che chiede il rispetto delle leggi e dei diritti umani. L’obiettivo è spingere il governo ad aprire i porti a ong e navi militari per far riprendere le attività Sar come in passato, quando sbarcavano centinaia di migliaia di immigrati all’anno.

Salvini però non intende fare marcia indietro. La sua linea prevede il salvataggio dei migranti da parte della guardia costiera libica e il ritorno a Tripoli di quanti, anziché emigrare attraverso i canali legali, si affidano a scafisti senza scrupoli che li imbarcano su gommoni disastrati finendo per affondare strada facendo.

Ed è proprio in merito alle ultime sciagure del mare che i firmatari della sinistra hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta che faccia luce sui comportamenti della guardia costiera libica; inoltre, invitano il governo italiano a offrire un porto sicuro alla Sea Watch, senza che si ripeta l’odissea vissuta a fine dicembre davanti a Malta.

A quetso gruppo si è unito anche il Partito Democratico, che ha chiesto al Parlamento di istituire una Commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo per accertare eventuali responsabilità da parte governo italiano.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Saviano, Cacciari, Lerner, Benigni: guarda caso sono tutte persone con un conto in banca alquanto impinguato. E i ricchi, come disse anche Vittorio Feltri, fanno i buonisti perché in fondo non sono mai stati a contatto con i profughi. Non vivono la dura realtà come la vivono i cittadini. E magari qualcuno di loro come domestico ha anche una nigeriana pagata a nero. A loro non costa nulla fare i buonisti. Semmai quello costa agli italiani comuni.

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