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No all’arresto di Sozzani, la maggioranza non c’è: prima crepa M5S e PD

La Camera ha votato per gli arresti domiciliari del deputato di Forza Italia Diego Sozzani. Mentre a fine luglio la maggioranza era favorevole, arriva il colpo di scena alla Camera: 309 voti contrari.

Politica
Pubblicato il 19 settembre 2019, alle ore 08:54

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No all’arresto di Sozzani, la maggioranza non c’è: prima crepa M5S e PD

Era il 26 maggio scorso quando la procura della Repubblica di Milano ha inviato alla Giunta per le autorizzazioni della Camera di deputati una richiesta per l’utilizzo delle intercettazioni e la misura cautelare agli arresti domiciliari per il deputato di Forza Italia Diego Sozzani. Il politico è indagato per finanziamento illecito e corruzione e per questo, prima a fine luglio e poi in questi giorni, la giunta per le autorizzazioni di Montecitorio e la Camera si sono riunite per votare a riguardo.

Mentre inizialmente la maggioranza, principalmente composta da Movimento 5 Stelle e PD, ha approvato la misura cautelare agli arresti domiciliari del deputato, la sorte è completamente cambiata con la votazione fatta alla Camera, in cui molti deputati del Partito Democratico hanno deciso di votare contro.

Prima della votazione ufficiale, lo stesso Sozzani ha preso parola in Camera, affermando di aver sofferto tanto dal punto di vista morale, e di essere devastato psicologicamente, anche nell’ambito familiare e professionale. Quello che ha chiesto lui è di poter affrontare il confronto con la magistratura da uomo libero. Detto ciò, ha voluto lasciare l’aula per permettere ai deputati di votare con il massimo dell’autonomia, ribadendo per l’ultima volta la sua innocenza.

Maggioranza contraria. Di Maio: “voto segreto da abolire”

È stata respinta la richiesta della misura cautelare agli arresti domiciliari per il deputato di Fi Diego Sozzani, con 235 voti a favore e 309 contrari. Uno scrutinio segreto che, nonostante il PD avesse annunciato che avrebbe votato a favore, rende i grillini nervosi di fronte a questa maggioranza inaspettata.

Il voto segreto va abolito” afferma Luigi di Maio su Facebook dopo essere venuto a conoscenza del risultato della votazione, affermando che ognuno deve prendersi le proprie responsabilità di fronte ad una scelta tanto importante. Secondo il leader del M5S infatti, solo il suo partito continua a dimostrare di essere compatto e di continuare la battaglia contro i privilegi della politica.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Non è una novità che il PD continui a comportarsi in modo non compatto ed unitario. Seppur si parla di un partito, all'interno sono presenti troppe teste con convinzioni diverse e che agiscono in modo diverso. Questa divisione al momento della votazione, soprattutto essendo stata segreta, non mi stupisce affatto.

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