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Roma

Nella Giornata della Memoria, Mattarella: "Leggi razziali macchia indelebile della nostra storia"

Il presidente della Repubblica ha parole dure contro il fascismo: "Sbagliato dire che fece anche cose buone". Mette in guardia tutti dal "minimizzare i focolai di odio" che spesso agiscono attraverso il web. Presente al Quirinale la senatrice a vita Liliana Segre.

Politica
Pubblicato il 26 gennaio 2018, alle ore 08:57

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Nella Giornata della Memoria, Mattarella: "Leggi razziali macchia indelebile della nostra storia"

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza…“, così recita l’articolo 3 della Costituzione e così ha ribadito il presidente della Repubblica nella Giornata della Memoria sconfessando quanti, come il candidato leghista Fontana nei giorni scorsi, sostengono che “la razza bianca” è a rischio.

Sergio Mattarella ha usato parole dure contro il fascismo a causa delle leggi razziali emanate e per le persecuzioni degli ebrei avvenute nel 1938. Il Presidente ha affermato che quel regime “non ebbe alcun merito“, e che la ricerca affannata degli ebrei era insita nella natura violenta e intollerante di quel sistema“. Ad ascoltarlo per la prima volta al Quirinale, come senatrice a vita, Liliana Segre che proprio nei giorni scorsi aveva affermato che è ”Ignorante chi parla di razza bianca”.

Il capo dello Stato non si è fermato soltanto a una lettura passiva del passato, ma ha voluto, attraverso il far memoria, mettere tutti in guardia affinché ciò non accada anche ai nostri giorni. “I fantasmi del passato” potrebbero riaprirsi le porte, ha detto Mattarella: ci sono gli anticorpi per evitare che ciò accada ancora nella nostra società, ma è compito di ciascuno impegnarsi per evitare che “il passato possa tornare“. Uno dei modi è quello di non “minimizzare i focolai di odio“.

Le leggi razziali, firmate da Mussolini, ha affermato il capo dello Stato, avevano la complicità e si giustificavano nello Stato e nella società di allora composta, da intellettuali, da giuristi, da scienziati, da storici. Firmando il “Manifesto della razza”, diedero il “supporto teorico a quella ignominia“.

Razzismi e neofascismi, definiti “profeti di morte” dal Presidente Mattarella, oggi agiscono indisturbati attraverso i social sul web, dove seminano odio, fake news e violenza. Per questo, tutti gli italiani sono chiamati al dovere di far memoria in modo da scacciare i fantasmi del passato. Il Presidente si è poi rivolto in particolare alle giovani generazioni, perché prendano “le distanze da ogni nuovo razzismo“.

Sergio Mattarella ha ricordato che nel nostro paese non c’erano camere a gas, ma il regime fascista e la Repubblica di Salò prestò il fianco ai “carnefici di Hitler che nel suo progetto voleva “ridurre gli essere umani a freddi numeri, ad oggetti destinati nell’indifferenza generale alla macchina dello sterminio tedesco”. La complicità dell’Italia, che portò all’annientamento di sei milioni di ebrei, resterà una “macchia indelebile e infamante” nella storia del nostro Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La storia di ottant'anni fa raccontata nei libri, nei film, nelle testimonianze di chi l'ha vissuta in prima persona davvero fa venire i brividi e pare quasi impossibile che l'uomo possa arrivare a tanta insensibilità e cattiveria verso il suo simile. Si sa, si dice che la storia deve insegnare: eppure, c'è bisogno di ricordare ancora che è necessario non "minimizzare i focolai di odio", perché i focolai possono sempre divampare.

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