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Missione a Dublino, no dei giudici a Silvio Berlusconi

Vietato il permesso per l'espatrio. il leader di Forza Italia dovrà rinunciare al congresso del Ppe; sulla legge elettorale vengono mantenuti gli accordi presi con Renzi; Berlusconi: "non voglio passare per quello che sfascia tutto"

Politica
Pubblicato il 6 marzo 2014, alle ore 23:42

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Missione a Dublino, no dei giudici a Silvio Berlusconi

Sicuramente Silvio Berlusconi sarà stato di umore nero quando ha radunato i suoi a palazzo Grazioli. Due i  motivi del malumore, l’accordo sulla legge elettorale che Renzi, al telefono con Verdini, ha ammesso di dover cambiare per non rischiare bocciature in aula con il voto segreto, e quel no che la procura di Milano oppone alla sua istanza per partecipare oggi e venerdì al congresso del Ppe a Dublino.

Gli avvocati dell’ex premier infatti, hanno chiesto, in base al principio della libera circolazione nell’area Schengen, una deroga all’obbligo per Berlusconi di non espatriare, visto che dopo la sua condanna definitiva gli è stato ritirato il passaporto. Purtroppo per il Cavaliere niente da fare, per la seconda volta nel giro di pochi mesi i pm milanesi gli negano il permesso in quanto la legge non lo consente. Cosa che fa infuriare i forzisti che insorgono; infatti l’europarlamentare e portavoce di Forza Italia al Parlamento europeo, Licia Ronzulli, ha fatto sapere che è stato scandaloso impedire a Berlusconi di partecipare al congresso, visto che lui è stato uno dei maggiori protagonisti del Ppe.

Ciò nonostante, ragionando con i fedelissimi, i vari Verdini, Gasparri, Matteoli, Gelmini e Brunetta, il leader di Forza Italia si è convinto che non sia il momento migliore per andare a votare e che la risposta migliore a Renzi sia quella di mantenere fede agli accordi presi sulla legge elettorale, applicare la legge elettorale solo a Montecitorio e, in futuro, sacrificare il Senato.

In una nota, Silvio Berlusconi  fa sapere di aver accettato la nuova proposta di Renzi per non passare per quello che sfascia tutto; dice anche che i veri oppositori della nuova legge elettorale sono una minoranza del Pd. Nella nota ribadisce anche fedeltà al patto stipulato con Renzi.

Dalla nuova proposta di Renzi riguardante la legge elettorale, si capisce chiaramente che il nuovo premier sta incontrando diverse difficoltà a garantirsi l’appoggio totale da parte del suo partito, diviso all’interno in diverse fazioni; il progetto di voler creare un bipolarismo in Italia potrebbe rimanere solo uno dei tanti progetti politici mai realizzati.

Per quanto riguarda Forza Italia, invece, il timore dei forzisti è che questo meccanismo venutosi a creare sia con il governo Letta che con il nuovo governo Renzi, possa allungare la legislatura oltre il 2015, come ipotizzato da Berlusconi; ma il Cavaliere è stato perentorio, dicendo di fidarsi ciecamente di Renzi.

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