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Migranti, 120 dispersi in mare. Salvini: "Su quel gommone non ce li ho messi io"

Il gommone affonda al largo della Libia. Tre superstiti salvati da un elicottero della marina militare italiana. La Sea Watch intanto attacca: "Roma si rifiuta di dare informazioni"

Politica
Pubblicato il 19 gennaio 2019, alle ore 18:23

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Migranti, 120 dispersi in mare. Salvini: "Su quel gommone non ce li ho messi io"

Un gommone con 120 migranti è affondato ieri davanti alle coste della Libia e il bilancio parla di tre sopravvissuti e di 117 dispersi, probabilmente morti annegati. Un elicottero della Marina Italiana è intervenuto per trarre in salvo i superstiti, ma per gli altri non c’è stato molto da fare.

Il salvataggio è avvenuto a 50km a Nord-Est di Tripoli. Uno dei tre migranti era in acqua, gli altri due su una zattera di soccorso lanciata poco prima. Tutti e tre presentavano segni di ipotermia. Il dramma ha scatenato l’ennesima polemica sulle politiche migratorie, la chiusura dei porti e il ruolo delle ong nel Mediterraneo.

Le critiche e le accuse

Le accuse arrivano dal canale Twitter di Sea Watch: “Le persone rischiano di affogare in un Mediterraneo svuotato da navi di soccorso – scrive l’ong su Twitter – Nessun programma EU di salvataggio in mare, Open Arms bloccata in Spagna, Sea Eye in cerca di un porto per cambio equipaggio”.

Salvini però non ci sta e replica convinto che, da quando le navi ong sono tornate a pattugliare le coste libiche, gli scafisti sono tornani a far partire barchini e gommoni che poi si sgonfiano strada facendo causando tragedie umane.”Queste 117 persone sono morte perché le ho messe io sul gommone mezzo sgonfio?”, ha dichiarato Salvini.

La tragedia si è consumata nel pomeriggio quando un velivolo della marina militare italiano ha avvistato un gommone  che stava affondando con circa 20 persone a bordo. I militarii hanno lanciato in mare due zattere salvataggio e hanno informato le autorità. E’ così decollato un elicottero che ha salvato i tre naufraghi unici superstiti del dramma.

La Sea Watch ha accusato la marina italiana di aver lanciato solo due zattere, mentre la guardia costiera ha smentito questa affermazione, sostenendo che “una nave mercantile dirottata dai libici, giunta in zona, ha effettuato un’attività di ricerca non trovando alcuna traccia del gommone“.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Quando delle persone muoiono è sempre un dolore. Ma nessuno ha costretto quei migranti a salire su gommoni poco adatti per le traversate. Ci salgono volontariamente, e dopo aver pagato gli scafisti, sapendo il rischio che corrono. Non possono certo incolpare l'Italia se una tragedia avviene davanti alle coste libiche.

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