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Mediterranea salva 54 migranti, Salvini: "porto più sicuro Tunisia" ma le normative dicono l’opposto

L'Ong Mediterranea ha salvato la vita a 54 migranti e chiede la disponibilità del primo posto sicuro. Salvini: "portateli in Tunisia", ma le normative vanno contro i desideri del ministro.

Politica
Pubblicato il 5 luglio 2019, alle ore 08:22

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Mediterranea salva 54 migranti, Salvini: "porto più sicuro Tunisia" ma le normative dicono l’opposto

Le normative dicono che la Tunisia non è un porto sicuro. Non è questione di opinioni, ma di normative“, così Alessandro Metz, armatore e portavoce dell’Ong Mediterranea, risponde al tweet del ministro dell’Interno Matteo Salvini che indica la Tunisia come porto sicuro più vicino dopo poter far sbarcare i 54 migranti che la nave ha tratto in salvo nelle ore scorse.

Tutto ha avuto inizio nella notte scorsa, quando l’Ong ha avvisato tramite un tweet di aver salvato 54 vite, 11 donne di cui tre incinte e 4 bambini, dall’inferno della Libia. Dopo essere stati seguiti da alcune motovedette libiche, hanno richiesto la disponibilità di un porto sicuro dove poter completare il salvataggio delle persone a bordo della nave, e poter anche così soccorrere alcune vite in condizioni critiche.

Nella serata di ieri arriva la notizia ufficiale che l’Ong Mediterranea sta facendo rotta verso Nord, fuori dalla zona SAR libica e richiedendo direttamente a ITMRCC Roma l’assegnazione urgente di Lampedusa. In questo momento arriva la risposta del ministro dell’Interno sempre tramite un tweet, in cui afferma che se questa Ong ha davvero a cuore la salvezza dei migranti deve recarsi in Tunisia, indicandolo come porto sicuro più vicino.

In verità però, così come spiega lo stesso portavoce dell’Ong, le normative dicono che il porto indicato dal ministro dell’Interno non è sicuro e, per questo, è impossibile per la nave sbarcare i migranti in quel luogo. In oltre, al momento dell’invio del tweet di Matteo Salvini, Mediterranea si trovava a più di 90 miglia dai porti tunisini e a meno di 60 da Lampedusa, smentendo così anche la definizione di “porto più vicino”.

Gli sbarchi continuano alle spalle di Salvini

Mentre il ministro dell’Interno fa guerra alle Ong, gli sbarchi dei migranti continuano nello stesso porto di Lampedusa che Matteo Salvini vuole chiuso alle imbarcazioni come Mediterranea o Sea Watch. 

Nella notte appena passata, altre 55 persone sono sbarcate sull’isola, 22 donne e un minore trovati su un barcone e recuperate dalla Guardia di Finanza. Intorno a mezzanotte invece, è approdato anche l’ennesimo barchino che ha portato in porto altri 14 migranti, 2 donne e 4 bambini.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Salvini fa la guerra alle Ong in modo pubblico e spesso anche imbarazzante visti i continui avvisi messi sui social, convincendo che - bloccate queste imbarcazioni - anche l'arrivo dei migranti cesserà, senza però far notare che gli arrivi a Lampedusa continuano ad essere numerosi. Inoltre, così come dice lo stesso portavoce della Mediterranea: "il porto sicuro più vicino va assegnato in base alle normative e non in base ai desideri di Matteo Salvini".

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

05 luglio 2019 - 08:23:18

Chissà se la Tunisia, che vive di turismo, lo sa di non essere un porto sicuro, nonostante vi attracchino quotidianamente decine di navi da crociera occidentali.

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