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Matteo Richetti si astiene dal voto, assicurando a Conte che non avrà la sua fiducia

Il senatore dissidente del Partito Democratico, Matteo Richetti, non ha voluto dare la fiducia al secondo governo Conte, mantenendo la stessa linea dell'ex PD, Carlo Calenda.

Politica
Pubblicato il 11 settembre 2019, alle ore 14:04

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Matteo Richetti si astiene dal voto, assicurando a Conte che non avrà la sua fiducia

Nel corso della fiducia in Senato al secondo governo Conte, ci sono stati due senatori che sono rimasti dissidenti, in quanto non hanno dato il proprio voto all’esecutivo e si sono astenuti dalla votazione.

Si tratta di Gianluigi Paragone, esponente del Movimento Cinque Stelle, che ha spiegato in Senato di non votare contro la fiducia al governo Conte bis attraverso queste dichiarazioni: “La mia tentazione di votare è forte, ma mi asterrò”. Lo stesso discorso vale per il Partito Democratico, dove c’è un senatore dissidente che ha deciso di dissociarsi rispetto alle idee del proprio gruppo parlamentare.

La possibilità di uscire dal Partito Democratico del senatore Matteo Richetti

Si tratta del senatore Matteo Richetti, dimostratosi contrario all’alleanza tra il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, seguendo la linea dell’ex esponente del Partito Democratico ed europarlamentare Carlo Calenda.

Richetti non ha voluto votare contro il secondo governo Conte, ma ha deciso di astenersi attraverso queste parole che confermano la sua posizione: “Presidente Conte dopo questo voto lei sarà anche il mio presidente del Consiglio ma non avrà la mia fiducia.

Il senatore del PD ha continuato dicendo che si tratta di uno dei giorni più complicati per lui ma, in nome della coerenza, ha preferito non votare la fiducia a un governo nato sulla convenienza e sull’ambiguità.

Recentemente, è stato protagonista di un’intervista a La7, dove ha avuto modo di precisare la propria posizione politica, spiegando che andrà nel gruppo rivelando di aver messo in conto la possibilità di lasciare il Partito Democratico.

Matteo Richetti ha posto l’accento sulla possibilità di costruire un nuovo spazio insieme con Carlo Calenda. Il senatore del Partito Democratico ha fatto notare di aver vissuto le ore più brutte della sua vita. Ha precisato che il partito avrebbe bisogno di una personalità che dovrebbe dire basta.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - Ci sono tutti i presupposti perché Matteo Richetti possa formare un nuovo partito, visto il suo parere sull'attuale governo. Insieme a Calenda, potrebbe dare vita a una nuova idea politica e l'uscita di Richetti sembra essere più probabile. Inoltre la formazione del governo giallorosso dimostra che ci sono degli scontenti tra M5S e PD.

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