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Matteo Renzi dopo la vittoria: l’Europa deve cambiare

Dopo la vittoria senza precedenti nelle Elezioni Europee, Matteo Renzi, alla direzione del PD, ha raccolto applausi e consensi e, lasciando da parte le polemiche sugli eventuali contrasti interni, lancia la sfida all'Europa

Politica
Pubblicato il 30 maggio 2014, alle ore 15:02

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Matteo Renzi dopo la vittoria: l’Europa deve cambiare

Al suo arrivo alla direzione del PD, Matteo Renzi è stato accolto da un applauso che ha accomunato poi anche tutti gli eletti. Il premier ha subito fatto capire la sua soddisfazione per la vittoria raggiunta: “Questa nostra direzione deve essere, non tanto l’occasione per fare festa, ma per una riflessione e un’analisi del voto, con il sorriso, per cercare di capire cosa abbiamo da fare e come impostare i prossimi mesi. Il risultato ci carica di gioia e entusiasmo ma anche di straordinaria responsabilità. Abbiamo scelto di non festeggiare perché la straordinaria ampiezza del risultato non è solo per il PD o per il suo leader: è il voto degli italiani per l’Italia”.

L’ampiezza della vittoria non lascia dubbi sul fatto che Renzi, all’interno del partito, ha ed avrà in futuro un ruolo da leader che nessuna polemica potrà scalfire, almeno nei prossimi mesi. E per quanto riguarda la forza ottenuta da questo voto, Renzi non ha dubbi: “Il consenso ci impone di provare a cambiare l’Italia e l’Unione Europea in modo forte. Il PD è primo partito in Europa e ha una responsabilità che giudico naturale venga colta in pieno e non immiserita negli scontri interni. Trovo allucinanti le polemiche per la foto di gruppo: non c’è nessun salto sul carro, ma un partito che è convinto di poter discutere al proprio interno con serenità. Ha vinto il PD”.

La sfida dei prossimi mesi, sarà quindi di andare a cambiare l’Europa e la responsabilità del PD, che è diventato il primo partito del PSE (Partito del Socialismo Europeo), è enorme: “Siamo il primo partito del PSE non per andare a mettere bandierine con i nomi, ma per richiamare a quanto detto in campagna elettorale e che è per noi fondamentale: prima di discettare sui nomi è fondamentale capirsi sulle idee. L’Europa cambia perché l’alternativa al cambiamento dell’Europa è l’Europa che non si salva”.

Per finire, una nota sulla legge elettorale che secondo Renzi dovrà essere fatta ed approvata entro la fine dell’estate e una frecciatina agli avversari: “Fare la legge elettorale ma non per andare a votare” ha concluso Renzi, anche perché “agli altri è passata la voglia di andare a votare”.

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