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Mattarella stringe la mano a Putin non accennando ai lager per i gay

L'atteggiamento del Presidente della Repubblica, che ha omaggiato la visita di Putin con numerosi Tweet entusiastici postati in tempo reale, ha destato numerose perplessità. Monica Cirinnà chiede un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Esteri.

Politica
Pubblicato il 12 aprile 2017, alle ore 15:41

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Mattarella stringe la mano a Putin non accennando ai lager per i gay
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Il Presidente della Repubblica, che ieri stringeva la mano a Putin, non ha rilasciato alcun commento sulla notizia dei campi di concentramento per gli omosessuali in Cecenia: l’islamismo sunnita nella Federazione Russa è maggioritario e radicato, nel 2006 è stata oggetto di accuse estremamente gravi da parte dell’Human Right Watch per l’utilizzo di pratiche di tortura da parte delle sue autorità verso opposizioni e minoranze.

Ogni nefandezza avviene nel completo silenzio del governo Russo di cui la Cecenia, seppur indipendente, fa parte. Papa Francesco per adesso è rimasto in silenzio.

L’atteggiamento del Presidente della Repubblica, che ha omaggiato la visita di Putin con numerosi Tweet entusiastici postati in tempo reale – Putin solo uno, scarno e didascalico – ha destato numerose perplessità. L’ex-premier Matteo Renzi ha consegnato le sue parole a Facebook: “I campi di concentramento per gay ci riportano al nazismo: tutti dobbiamo far sentire la nostra protesta, il nostro sdegno”.

Paola Concia parla di un inquietante ritorno del passato, mentre Monica Cirinnà chiede una presa di posizione decisa da parte dell’Italia, insieme ai colleghi del PD Lo Giudice e Manconi promulga un’interrogazione parlamentare al Ministero degli Esteri dicendo che occorre attuare tutte le iniziative necessarie e possibili partendo dalla richiesta al governo russo di avviare un’inchiesta e dall’invio di osservatori internazionali in Cecenia. La Cirinnà continua dicendo che la repubblica autonoma cecena fa parte della federazione russa e applica agghiaccianti leggi contro la ‘propaganda omosessuale tra i minori’ approvate dalla Duma tre anni fa.

Una seconda interrogazione parlamentare è stata depositata ieri alla Camera da Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri e dai deputati democratici Alessandro Zan e Elena Carnevali chiedendo che “i governi facciano sentire la propria voce per assicurare il rispetto dei diritti umani in Cecenia”. A denunciare la persecuzione contro i gay è stato il sito Novaya Gazeta. Alcuni media indipendenti russi riportano che tre persone sarebbero già morte, 100 persone deportate dalla fine di febbraio. La necessità di preservare gli equilibri geopolitici con la Russia non può portare ad un insabbiamento, all’attuazione di un ricorso storico delle autorità cecene.

La notizia dei campi di concentramento è arrivata in concomitanza con la visita in Russia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un’occasione eccellente per prendere posizione sulla faccenda come Erasmo Palazzotto, deputato di Sinistra Italiana-Possibile e vicepresidente della commissione Esteri di Montecitorio si auspicava. Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay ha detto: “In occasione della visita istituzionale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Russia,vogliamo richiamare l’attenzione del Capo dello Stato alle notizie che giungono dalla Cecenia, dove un centinaio di persone omosessuali sarebbero state rastrellate, detenute, torturate e in alcuni casi addirittura uccise per il loro orientamento sessuale. La violazione dei diritti umani e i crimini che Putin esibisce o giustifica dentro e fuori dai suoi confini sono un punto ineludibile e in nessun modo trascurabile: auspichiamo che lo siano anche nella visita del Presidente della Repubblica Italiana in Russia”. Non è accaduto niente, è calato un sipario omertoso facendo passare tale orrore come un evento trascurabile, in virtù di ben più necessari equilibri da rispettare.

Amnesty International Italia ha lanciato una petizione indirizzata al capo dello Stato ha già raggiunto le 10.000 firme necessarie; si chiede di svolgere indagini tempestive ed efficaci sui rapimenti e gli omicidi in Cecenia, di prendere tutte le misure necessarie per assicurare la sicurezza di ogni individuo a rischio in Cecenia.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Una vicenda che mi ha scosso, un brivido lungo la schiena, un flash, documentari in bianco e nero che credevamo esplicazione di un passato non replicabile. I media televisivi non ne parlano a sufficienza, non si comprendono taluni silenzi. Kheda Saratova, membro di quello che si definisce il Consiglio per i diritti umani ceceno promulga parole inquietanti e negazioniste. Urge un intervento e subito.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

12 aprile 2017 - 18:42:16

Con che pietà imbarazzante Putin guarda Mattarella...

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