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Mattarella ricorda i valori del 25 aprile, forza per ripartire

A 75 anni dalla Liberazione, Mattarella ricorda il significato della Festa. Oggi, come allora, abbiamo dei combattenti "in prima linea": tutti insieme da quel 25 aprile attingiamo "forza, unità per ripartire".

Politica
Pubblicato il 25 aprile 2020, alle ore 12:39

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Mattarella ricorda i valori del 25 aprile, forza per ripartire

I valori del 25 aprile sono forti e tali da rilanciare l’Italia. Resistenza, Liberazione e fine della “follia” nazifascista sono parte della storia della Repubblica, una “riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale” che dà energia al Paese per ripartire. Lo ha affermato ieri sera, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in un messaggio dal Quirinale.

Il presidente della Repubblica alza idealmente il Tricolore, attorno cui tutti ci sentiamo uniti, e manifesta il suo chiaro pensiero sulla festa della Liberazione, la sottrae dalle polemiche attingendo ai valori che le hanno dato vita, capaci ancor oggi di far da propulsore nella ripresa dall’emergenza coronavirus. L’Italia seppe rialzarsi dal primo dopoguerra, lo farà anche oggi.

Covid19 non permetterà le consuete manifestazioni nelle piazze italiane del 25 aprile a ricordo della fine del secondo conflitto mondiale, ma la situazione di allora, di quel 25 aprile 1945, ricorda che rialzarsi è possibile. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, cita e elogia i combattenti di oggi, i medici, gli infermieri, gli operai e tutti coloro che “in prima linea” stanno facendo il possibile perché Paese vada avanti. Queste persone “manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese“.

Allora, scrive Mattarella, “con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l’Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili“, così oggi “la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite“. È questo il tempo di restare uniti, di essere solidali per andare oltre la Fase 2: lo dice chiamando in causa tutti nella azione di rilancio economico e sociale del Paese: le istituzioni e i cittadini, le forze politiche e quelle sociali ed economiche, i professionisti, gli intellettuali e gli operatori di ogni settore. 

Il 25 aprile, nel suo significato originale, è un “pilastro intoccabile della Repubblica” e nessuno per nessun motivo deve pensare a rimuoverlo. Resistenza e Lotta di liberazione parlano di libertà, di giustizia, di coesione sociale, valori che tengono unito il Paese attorno al Tricolore. Il Capo dello Stato nel suo messaggio ricorda che quest’anno ricorre il settantacinquesimo anniversario della Liberazione: è questa ladata fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione“. Ora l’Italia conosce gli “antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Ricordo le uscite in colonia, sull'altopiano di Asiago, e i canti, tra tutti #BellaCiao. Era un canto triste, che aveva però in sé il sapore della libertà e la libertà dà sempre gioia. Si cantava uniti e spensierati, lungo i sentieri con gli occhi si cercavano i segni di chi, a caro prezzo, aveva collaborato per porre fine alla guerra. Oggi il 25 aprile si festeggerà in modo del tutto insolito: #Bellaciaoinognicasa, ma si festeggerà.

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