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Maggioranza boccia emendamento antipedofilia proposto dalla Lega: reazione di Don Di Noto

Un emendamento per introdurre le intercettazioni nelle indagini per pedo pornografia proposto dalla Lega è stato bocciato da PD e 5 Stelle. Don Di Noto difende l'emendamento.

Politica
Pubblicato il 23 febbraio 2020, alle ore 19:01

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Maggioranza boccia emendamento antipedofilia proposto dalla Lega: reazione di Don Di Noto

Il 19 febbraio scorso la maggioranza ha bocciato un emendamento della Lega anti pedopornografia e, come reazione, i senatori leghisti hanno occupato l’aula della Commissione Giustizia del Senato.

Il video della bagarre circola sul web e Salvini ha voluto rendere noto l’accaduto con un post sarcastico in un cui si vede Monica Cirinnà circondata da sedie vuote, rappresentare da sola il PD in quello che i leghisti definiscono uno scandalo. 

L’emendamento anti pedopornografia

L’emendamento in questione riguardava l’introduzione dell’utilizzo dei captatori informatici, ossia di virus spia installati nei computer dei sospettati per verificare la detenzione e l’uso di materiale pedopornografico. Ad oggi le intercettazioni telematiche sono previste per identificare chi vende il materiale, ma non chi lo possiede. PD e 5 Stelle si sono difesi sostenendo che l’emendamento è stato respinto perché scritto male e ripetitivo di cose già previste dalla legge.

Il PD si riferisce al fatto che per i reati che prevedono minimo 6 anni di reclusione, tra cui la pedofilia, le intercettazioni sono sempre previste, dimenticandosi però che la detenzione di materiale pedopornografica rimane completamente esclusa perché prevede solo 3 anni di detenzione. L’opposizione sostiene invece che è stato bocciato semplicemente perché proposto dalla Lega: si tratterebbe, secondo il capogruppo Romeo, solo di un “dispetto”. Della stessa idea è Don Fortunato Di Noto.

L’indignazione del sacerdote anti pedofilia

Don Di Noto, sacerdote siciliano, è uno dei massimi esponenti nella lotta contro la pedofilia, pedopornografia on line e il cyberbullismo. Fondatore della METER, da 30 anni lui e i suoi esperti monitorano il web e il deepweb per scovare pedofili online e denunciarli. Don Di Noto è anche, oltre che professore universitario, membro del tavolo tecnico dell’Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e pedopornografia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Si tratta quindi di una voce autorevole che ha pregato i giornalisti sulla sua pagina Facebook di diffondere il suo messaggio, “Oggi.. mi è stato detto che la pedofilia e la pedopornografia non sono un’emergenza. Aver bocciato un emendamento al Senato che prevedeva la intercettazione telematica …. è solo propaganda”, con relativo sfogo: “I bambini non appartengono né alla destra né alla sinistra”. Don Di Noto denuncia che da troppo tempo c’è un’ingiustificabile ambiguità della politica su un problema che andrebbe eliminato con ogni mezzo.

Il suo è un appello per lavorare insieme al di là di ogni ideologia. Ha definito l’emendamento utile in quanto avrebbe offerto uno strumento in più nella lotta contro la pedopornografia, un reato molto diffuso e purtroppo quasi sempre impunito. Il sacerdote ha fatto notare che in una sola notte la METER, che lavora a livello mondiale, ha segnalato 24.384 video porno con minori, ma chi li registra e chi li diffonde non subisce conseguenze a causa di ambiguità e omertà di chi dovrebbe difendere i bambini.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - Ho scoperto il lavoro di Don Di Noto anni fa e lo ammiro da allora. Concordo con lui: davanti a un problema così grave non esiste destra o sinistra. Il fatto che posizioni ideologiche prevalgano sulla volontà di salvaguardare i diritti dei bambini è l'ennesima dimostrazione della inadeguatezza della nostra classe politica.

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