L’Europa infligge un altro colpo a Nordio: "Reintrodurre il reato di abuso d’ufficio"

Dopo la sconfitta referendaria, il ministro della Giustizia ha incassato il secondo kappao in pochi giorni. Il reato di abuso d'ufficio, cancellato dal Guardasigilli, dovrà essere di nuovo introdotto

L’Europa infligge un altro colpo a Nordio: "Reintrodurre il reato di abuso d’ufficio"

Il ministro Carlo Nordio ha dovuto incassare un’altra sconfitta dopo quella sul referendum sulla giustizia. Il Parlamento Europeo ha detto che il reato di “abuso di ufficio” dovrà essere introdotto in tutti gli ordinamenti degli Stati membri. L’abuso d’ufficio è un illecito in cui un pubblico funzionario abusa del proprio ruolo per procurarsi vantaggi personali, finendo per danneggiare gli interessi della collettività.

La direttiva, nel contesto   volto a contrastare  la corruzione che costa all’Europa oltre centoventi miliardi di euro l’anno, prevede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per garantire che almeno alcune gravi violazioni di legge commesse da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni siano punibili come reato penale, qualora siano commesse intenzionalmente. E tra questi figura anche l’abuso d’ufficio. 

La questione riguarda anche l’Italia che nel 2024 ha eliminato tale reato dal codice penale. Una decisione che aveva sollevato polemiche politiche perché considerata un modo per agevolare la corruzione pubblica anziché eliminarla. Polemiche respinte dallo stesso Nordio che aveva sostenuto come la legge sull’abuso d’ufficio fosse troppo generica, causando timori infondati da parte di un pubblico funzionario nel mettere la propria firma su un contratto, con il rischio di finire sotto indagine. 

Ma la Commissione Europea non vuol sentire ragioni e ha sentenziato che “L’Italia dovrà reintrodurre come reato almeno due fattispecie, tra le più gravi, nell’ambito dell’abuso di ufficio”. Un modo per lasciare a ogni nazione discrezionalità di manovra, ma introducendo comunque l’abuso d’ufficio come reato da punire. E’ un duro colpo per Nordio che ha incassato la seconda disfatta in pochi giorni. Disfatta che va ad aggiungersi non solo alla batosta referendaria, ma anche alle polemiche per alcune sue uscite: dal pericolo delle “brigate rosse” alla “sensibilità” delle etnie, passando per le chiese come rifugio per le donne  che subiscono violenza.

La seconda debacle di Nordio non è sfuggita all’opposizione, come a Giuseppe Conte, che ha dichiarato: “Dopo i 15 milioni di voti che hanno cancellato la riforma salva-casta e mandato a casa Santanchè, Delmastro e Bartolozzi un altro fallimento, un’altra figuraccia. Nordio dovrebbe prenderne atto e trarne le conseguenze, visto che è una riforma che ha voluto lui. E Meloni anziché continuare a fare leggi per salvare politici e potenti dopo quattro anni dovrebbe battere un colpo per le vere emergenze del Paese, per le difficoltà delle famiglie e delle imprese”. 

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