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L’allarme arriva dalla Libia: centomila persone pronte a raggiungere l’Italia

In Libia si continua a combattere dallo scorso aprile e, mentre si aggrava la crisi umanitaria, il rischio è quello di una nuova ondata migratoria sulle nostre coste.

Politica
Pubblicato il 15 giugno 2019, alle ore 12:42

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L’allarme arriva dalla Libia: centomila persone pronte a raggiungere l’Italia

Sarebbero almeno 100 mila i migranti che, a causa del conflitto in Libia, starebbero per abbandonare Tripoli e raggiungere l’Italia. Una bomba a orologeria piazzata a poche miglia dal Belpaese e che rischia di scoppiare da un momento all’altro, mettendo in moto un esodo biblico che, causa anche le buone condizioni climatiche di questi giorni, sarebbe davvero difficile da frenare.

Secondo dati dell’UNHCR, infatti, sono oltre 40 mila le persone che hanno già lasciato la capitale libica per sfuggire agli scontri e trovare riparo all’estero. Una catastrofe umanitaria che ha provocato centinaia di morti dall’inizio della seconda guerra civile e che nessuno, Francia in primis, sembra intenzionato a fermare per evidenti ragioni legate al commercio delle armi e del petrolio.

La politica dei porti chiusi e la stretta sulle Ong decisa dal Viminale hanno dato finora frutti sperati, facendo crollare dell’85% gli arrivi sulle nostre coste. Ma, all’orizzonte, si prospetta una nuova ondata migratoria che potrebbe portare 100 mila persone a tentare la fuga verso l’Italia. Un rischio che Roma sta cercando in evitare, fornendo alla guardia costiera libica altri mezzi per pattugliare le proprie coste.

Il pericolo maggiore, come sottolineano anche i servizi segreti, è che in questa folla di profughi possano nascondersi anche ì terroristi islamici, che usano spesso le rotte migratorie per arrivare in Europa, trasformando l’Italia in una testa di ponte. Un timore giustificato da recenti foto che hanno visto barchini partire da Tripoli con a bordo uomini armati che si dirigevano verso nord.

Come risolvere allora la situazione? Secondo il generale Marco Bertolino, un intervento militare italiano in Libia è fuori discussione, poiché complicherebbe solo la situazione sul terreno. L’unica soluzione allora, come avanzato anche da Fratelli d’Italia, sarebbe il blocco navale alle coste di Tripoli, anche perché c’è chi, per motivi economici, è pronto a scatenare una nuova tempesta di migranti sull’Italia.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - È statisticamente provato che più del 30% dei migranti africani sono di indole violenta, percentuale che sale al 80% per i nigeriani. Se non si fa un blocco navale rischiamo di trovarci altri 50 mila delinquenti, assassini e stupratori nelle nostre terre. È sorprendente che c'è ancora tantissima gente che predica l'accoglienza. Il guaio è che non esiste una soluzione. Non possiamo accollarci mezza Africa, e i nostri "amici" europei non hanno alcuna intenzione di aiutarci.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

15 giugno 2019 - 12:45:56

Tempo che vince Haftar, contro al-Sarraj che non controlla manco l'uscio di casa sua, e finisce la pacchia.

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