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La senatrice leghista Casolati, tra i "furbetti" che hanno beneficiato del bonus. Possiede una gioielleria

Marzia Casolati, senatrice leghista, è tra i furbetti che hanno beneficiato del bonus elargito per aiutare i cittadini in difficoltà. La Casolati, che possiede una storica gioielleria nel centro di Torino, è stata coinvolta nello scandalo.

Politica
Pubblicato il 21 agosto 2020, alle ore 00:15

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La senatrice leghista Casolati, tra i "furbetti" che hanno beneficiato del bonus. Possiede una gioielleria

Mentre la situazione Coronavirus in Italia è nuovamente degenerata in maniera drastica, con un’impennata della curva dei contagi che non era mai stata così preoccupante da metà maggio, spuntano nuovi nomi sui politici furbetti che hanno beneficiato del bonus destinato alle aziende in crisi. Il Bel Paese è ancora in ginocchio, l’economia gira a fatica, e riuscire a stimare una ripresa definitiva diventa impossibile.

Il Governo, così come le diverse Regioni, ha cercato di soccorrere i tanti, tantissimi italiani che sono in difficoltà. Per tale ragione si è elargito dei bonus che potessero in qualche modo risollevare, seppur parzialmente, le finanze dei cittadini. Una notizia diffusa ha però indignato e sconvolto gli italiani: anche alcuni parlamentari hanno beneficiato dei sussidi.

Dopo i nomi di Andrea Dara e Elena Murelli, ecco che spunta fuori il nome della terza leghista. Si tratta della senatrice piemontese Marzia Casolati, la quale ha incassato il bonus da 1500 euro elargito dalla regione Piemonte per il progetto “Riparti Piemonte” e destinato a tutte quelle aziende in difficoltà. La Casolati, che milita tra le file della Lega salviniana, vive a Torino dove possiede una storica gioielleria.

La senatrice è stata sospesa, fa sapere Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato. Romeo, attraverso la diramazione di un comunicato, ha lasciato apprendere che: “Dopo aver ascoltato e verificato la posizione, come per i precedenti casi, è stato preso il provvedimento della sospensione per la senatrice Marzia Casolati. Ha percepito il contributo di 1.500 euro dalla Regione Piemonte come previsto per le attività imprenditoriale costrette alla chiusura per il lockdown“.

Dal comunicato si legge inoltre che anche se la senatrice “non ha ommesso alcun illecito e il contributo è stato già da tempo completamente restituito, non è opportuno che parlamentari accedano a questo tipo di sussidio. Il provvedimento è stato già accettato e condiviso dalla diretta interessata“. Insomma, la Casolati è stata sospesa anche se pare abbia restituito quanto preso e accettato la misura di interruzione della sua attività di senatrice, ad essa destinata. 

La somma è stata riconosciuta alla senatrice, grazie all’attività commerciale che possiede in pieno centro a Torino, la gioielleria Casolati. Si tratta di un negozio storico. La donna, esattamente come gli altri due senatori coinvolti nello scandalo, si è giustificata asserendo di aver beneficiato del sussidio solo per soddisfare un’iniziativa dei loro commercialisti

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Cosa ne pensa l’autore
Tonia Sarracino

Tonia Sarracino - Personalmente trovo che sia davvero triste sapere che tutti questi parlamentari abbiano beneficiato di un sussidio che doveva servire a dare una boccata di ossigeno a tutti quegli italiani in grande difficoltà economica. Al momento sono emersi tre nomi e tutti venuti fuori dalla Lega Salviniana. A mio avviso è davvero una brutta storia questa.

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