Iscriviti

La Sea Watch torna a sfidare Salvini e il Viminale

Fiamme Gialle e Guardia Costiera hanno diffidato la nave dell'Ong dal dirigersi verso Lampedusa. All'orizzonte si prospetta l'ennesimo braccio di ferro con il Viminale.

Politica
Pubblicato il 17 maggio 2019, alle ore 17:30

Mi piace
3
0
La Sea Watch torna a sfidare Salvini e il Viminale

Arriva la bella stagione e, con essa, arrivano anche le navi Ong. Ieri la Sea Watch, nave battente bandiera tedesca, ha rimorchiato 65 migranti davanti alle coste libiche e si è diretta felice e faceto verso l’Italia, chiedendo un porto sicuro per attraccare. Come se gli ordini di Salvini finora non siano serviti a nulla e certe imbarcazioni umanitarie si divertano a sfidare il Viminale.

Nei giorni scorsi Salvini aveva confermato la linea dura contro i trafficanti di esseri umani. Inserendo, tra questi, anche le imbarcazioni delle Ong, definendole “taxi” del mare che ricevono finanziamenti da fonti di dubbia provenienza proprio per deportare i profughi dell’Africa all’Europa e trasformare il Belpaese in un enorme campo profughi.

E così, davanti all’avvicinarsi della Sea Watch nei pressi delle coste italiane, un’unità della Guardia Costiera e una motovedetta della Guardia di Finanza hanno avvicinato l’imbarcazione intimandole di non varcare le acque territoriali italiane. Bisognerà adesso vedere se la nave rispetterà la diffida di finanzieri e guardiacostieri o se tenterà di forzare il blocco escogitando qualche scusa “strappalacrime”.

La nave è diretta verso Lampedusa. L’isola siciliana che in questi giorni sta ospitando i magistrati della Procura di Agrigento impegnati a interrogare il comandante e il capo missione della Mare Jonio, che è sotto sequestro dopo lo sbarco dei giorni scorsi. La nave, battente bandiera italiana, aveva scaricato 30 migranti dopo averli raccolti davanti a Tripoli senza consegnarli alle autorità libiche.

Dal canto suo Salvini, intervenendo alla trasmissione Diritto e Rovescio, ha lanciato l’ennesimo avvertimento alle navi filantropiche: “Se uno invece volesse arrivare in Italia ti multo e ti sequestro l’imbarcazione perché non sei un soccorritore ma un potenziale assassino complice di scafisti e io di trafficanti di essere umani che mettono a rischio le vite di donne e bambini sono stufo”.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Basterebbe affondarla come fece il governo Prodi nel 1997 con la Kater Rades, nave Albanese carica di profughi, tramite la corvetta Sibilla nel Canale d'Otranto. Poi il tanto amato dai sinistri Romano, ad una puntata di Ballarò del 2013, si giustificò dicendo che "la sorveglianza clandestina attuata anche in mare rientra nella doverosa tutela della nostra sicurezza e nel rispetto della legalità che il governo ha il dovere di perseguire". Ed ora come la mettiamo miei cari "trinariciuti" senza nessuna vergogna e dignità? Solo Salvini è fascista? O lo era anche il vostro amato Prodi?

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!