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Il Tar sfida il Viminale e riapre le porte dell’accoglienza a Riace

Il Ministero dell'Interno aveva escluso il Comune calabrese dal sistema dell'accoglienza dopo le inchieste e gli arresti. Ma i giudici accolgono il ricorso del vice sindaco e riaprono il centro SPRAR

Politica
Pubblicato il 22 maggio 2019, alle ore 18:55

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Il Tar sfida il Viminale e riapre le porte dell’accoglienza a Riace

Con una decisione destinata a far discutere, il Tar ha riattivato il business dell’immigrazione a Riace, Comune in provincia di Reggio Calabria, accogliendo il ricorso presentato dal vice sindaco Giuseppe Gervasi contro la decisione del Viminale di escludere il Comune dal sistema d’accoglienza.Una mossa destinata a riaprire i rubinetti dei fondi pubblici per le casse di un Municipio finito da tempo sotto inchiesta.

Riace, infatti, era salita agli onori della cronaca giudiziaria per l’arresto del sindaco Mimmo Lucano e di altre 29 persone, tutti accusati di aver fatto entrare illegalmente gli immigrati in Italia. I reati contestati sono lunghi come un treno dell’alta velocità: favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, associazione per delinquere, truffa, abuso d’ufficio, peculato, concussione, frode, falso e chi più ne ha più ne metta.

Il mese prossimo ci sarà la prima udienza di un processo che la Sinistra tutta solidarietà umana e nessun interesse economico ha già definito “politico” ma che, nei fatti, smaschera il finto buonismo dei furbetti della solidarietà, e solleva il velo dell’ipocrisia sui traffici mirati a favorire gli ingressi irregolari in Italia, violando leggi, regolamenti, ordine, direttive, morale e buon senso.

Il Tar ha deciso di accogliere la richiesta del vice sindaco Gervasi che aveva presentato ricorso contro la decisione del Ministero dell’Interno di escludere il Comune dal sistema di accoglienza, accusando il Viminale non aver contestato al Comune di Riace le irregolarità rilevate e di non aver concesso all’amministrazione un termine per mettersi in regola.

La reazione del Viminale, ovviamente, non si è fatta attendere. Con Salvini che ha elencato i successi del suo governo: da quando è ministro, gli sbarchi sono calati del 90%, i morti in mare si sono dimezzati, gli immigrati sono diminuiti di 70mila unità e i reati commessi dai clandestini sono calati del 10%. E lancia un avvertimento: se vincerà le elezioni del 26 maggio, chiuderà anche i porti europei.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Un Paese che ha già tanti poveri autoctoni si ostina ad importare altri poveri spacciandoli per ricchezza, quando invece la ricchezza è solo per i furbetti che accolgono o fingono di accogliere questi disperati. Li chiamano nuovi italiani, ma in realtà a questi dell'Italia non gliene frega niente. Non si cureranno di mantenere e valorizzare i nostri patrimoni culturali, storici, architettonici. Noi per loro siamo solo terra di conquista, il Paese dei balocchi dove poter delinquere impunemente. Sarà il declino di una civiltà, la nostra, e l'inizio di un'altra civiltà: quella islamica. Si sta per chiudere un'era di civiltà per far posto ad un'era di barbarie medievali, di diritti negati alle donne, di burka per la signorine, di censura dell'informazione, di politiche autoritarie. Oriana Fallaci lo aveva profetizzato. E per tutto questo, le generazioni future malediranno la Sinistra e la Chiesa per averli consegnati all'inciviltà.

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