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Il Senato vota sulle mozioni di scioglimento delle organizzazioni neofasciste

Approvato a maggioranza nella seduta del Senato di ieri l'o.d.g. congiunto presentato dal centro-sinistra sullo scioglimento di Forza Nuova e dei gruppi di ispirazione neofascista. Lega e FI si astengono. FI vota contro.

Politica
Pubblicato il 21 ottobre 2021, alle ore 16:44

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Il Senato vota sulle mozioni di scioglimento delle organizzazioni neofasciste

Sulle mozioni presentate per sciogliere Forza Nuova e tutti i movimenti politici di ispirazione fascista il governo aveva di fronte due strade: aspettare la sentenza della magistratura che accerti la sussistenza della fattispecie prevista nelle Disposizioni Transitorie della Costituzione oppure adottare un decreto legge motivato dalla straordinarietà e dall’urgenza.

Questo è quanto prevede la legge 20 giugno 1952, n. 645 (legge Scelba) che all’art. 3 recita “qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista”, il ministro dell’Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina “lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo. Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’articolo 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell’articolo 77 della Costituzione”.

Il premier Draghi, che nel corso della visita effettuata l’indomani dell’aggressione alla sede della CGIL, sulla richiesta di scioglimento di Forza Nuova aveva dichiarato: “La questione è all’attenzione nostra e dei magistrati che stanno continuando le indagini per formalizzare le conclusioni. Ora a questo punto noi stiamo riflettendo” ha deciso di optare per la prima soluzione.

Nell’Aula del Senato si è svolta nel pomeriggio di ieri la discussione delle mozioni presentata per lo scioglimento dei movimenti neofascisti, mozioni presentate a seguito degli episodi criminosi di cui sopra.

Le quattro le mozioni presentate da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia viva e Leu sono state raggruppate in un unico ordine del giorno che impegna l’esecutivo “a valutare le modalità per dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente, adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione fascista, artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana“.

.L’ordine del giorno unitario è stato approvato a maggioranza. Lega e Forza Italia si sono astenuti, Fratelli d’Italia ha votato contro. È rimasta sul tavolo la mozione presentata dal centrodestra che chiede di combattere tutte le realtà eversive, e di dare seguito “agli accertamenti della magistratura” sui fatti del 9 ottobre, attendendo quindi la conclusione dell’iter giudiziario. Anche questa mozione è stata approvata. Adesso toccherà alla Camera a esprimersi sulla questione.

La mozione è un mero atto di indirizzo politico attraverso il quale il Parlamento sollecita il governo a prendere una decisione su una determinata questione. Non è vincolante per l’esecutivo che può anche decidere diversamente.

Il premier Draghi ha deciso di aspettare il pronunciamento dei giudici. Con ogni probabilità ha prevalso la preoccupazione di non surriscaldare ulteriormente il clima in seno alla maggioranza che sostiene il governo. Ma la decisione finale è solo rimandata.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - L'ordine del giorno approvato ieri dal Senato ha un valore puramente simbolico se non è seguito dall'adozione di atti formali da parte del governo. La posizione attendista di Draghi rischia di depotenziare l'iniziativa dei partiti e delle associazioni che chiedevano al governo un provvedimento immediato di scioglimento dei gruppi di ispirazione nazifascista.

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