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Il grido di Saviano contro Salvini: "Ministro della malavita non distruggerà lo Stato, dovrà passare sul mio corpo"

Roberto Saviano non cessa di produrre post accusatori contro Matteo Salvini: il ministro dell'interno ha deciso di formalizzare la querela più volte annunciata.

Politica
Pubblicato il 19 luglio 2018, alle ore 19:01

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Il grido di Saviano contro Salvini: "Ministro della malavita non distruggerà lo Stato, dovrà passare sul mio corpo"

Roberto Saviano è stato accontentato: su carta intestata del ViminaleMatteo Salvini ha deciso di formalizzare la querela, più volte annunciata, nei confronti dello scrittore. La denuncia è stata depositata quest’oggi, anche se nel foglio di presentazione vi è scritta la data del 20 luglio.

La querela per diffamazione a mezzo stampa è stata effettuata per le numerose affermazioni di Saviano, in una serie di post e dichiarazioni che, secondo Salvini, travalicano il diritto di critica e la fisiologica polemica politica. Lo scrittore napoletano, ieri, aveva ironicamente commentato che, delle tante querele annunciate, non ne aveva ricevuta alcuna, che si era trattato solamente di chiacchere, le stesse che caratterizzano tutto il teatro di Salvini, un teatro dell’orrore.

Nel post pubblicato su Facebook, Saviano ha sferrato un ennesimo attacco: “Nulla di ciò che ha promesso è possibile realizzare, tanto meno il blocco delle partenze dalla Libia. Qual è il suo motto? Colpirne uno per educarne cento?”, sottolineando che le partenze non possono essere fermate perché neppure la prospettiva di morire le blocca. “Se l’è fatta qualche domanda su come sia possibile?”. Lo scrittore ha affermato, inoltre, che i centri di detenzione sono lager e non i luoghi dignitosi decantati dal vicepremier: “E poi mi dica, cos’è questa “carezza”?”.

Secondo il giornalista, Salvini usa un eloquio mellifluo, quasi mafioso: le sue parole, secondo Saviano, sono l’equivalente di un bacio in bocca. Leggendo i commenti dei suoi sostenitori, osserva come è evidente che avrebbero piacere a saperlo silenziato per sempre: “Si metta l’anima in pace, signor Ministro della malavita, fin quando avrò energia in corpo, fiato in gola, e lettere sotto le mie dita, non smetterò mai di contrastare le sue dichiarazioni vili e bugiarde”.

Saviano osserva che non smetterà mai di contrastare le politiche criminali che promulgano un continuo, perenne e spossante, incitamento all’odio. Lo scrittore di Gomorra sentenzia che non consentirà che venga smantellato lo Stato di Diritto: il vicepremier dovrà passare sul suo corpo.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - La querela, come era prevedibile, è giunta. Saviano ha tutto il diritto di esporre le proprie idee, di contestare l'operato di Salvini, ma credo sia evidente che taluni toni oltrepassano la decenza di un dialogo costruttivo. Forse, da uno scrittore così blasonato ci si aspetterebbe uno stile ben diverso.

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