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Il Financial Times sul governo M5S-Lega: “I nuovi barbari sono arrivati a Roma”

Il quotidiano londinese non ha usato mezzi termini per disapprovare la formazione di un governo giallo-verde in Italia. L’alleanza che si va a formare continua a destare non poche preoccupazioni da parte della stampa internazionale.

Politica
Pubblicato il 17 maggio 2018, alle ore 11:04

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Il Financial Times sul governo M5S-Lega: “I nuovi barbari sono arrivati a Roma”

Sono passati più di due mesi dalle elezioni politiche, e finalmente sembra che la matassa sulla formazione del nuovo governo si stia sbrogliando. Ciononostante, le perplessità su un esecutivo composto da Movimento Cinque Stelle e Lega dilagano non solo in Italia, ma anche oltre i nostri confini nazionali.

Tra i vari quotidiani stranieri ad aver sparato a zero sulle proposte di Salvini e Di Maio troviamo anche il Financial Times. Il quotidiano londinese ci è andato giù pesante: in un recente articolo riguardante il nostro Paese, si può infatti leggere che “ora i barbari non sono più alle porte di Roma. Sono all’interno delle mura”.

L’accostamento con i Visigoti del V secolo posti al comando del loro re Alarico è di quelle particolarmente forti. Ovviamente l’odierna situazione storica, politica è economica è completamente diversa da quelle delle invasioni barbariche, ma la similitudine utilizzata suona come una provocazione, lanciata al solo fine di rendere l’idea su quali siano le opinioni che le alte sfere europee hanno di un eventuale governo a tinte giallo-verdi.

Il quadro che si vuole dipingere è quello di un paese allo sbando. In primo luogo perché un governo con i pentastellati è sempre stato visto con il fumo negli occhi sia dai mercati finanziari che dalle altre sfere della politica occidentale. In secondo luogo l’affermazione del M5S è stata interpretata come una sconfitta della politica tradizionale, incapace di far fronte alle esigenze espresse dal Paese nel corso degli ultimi 20 anni. A preoccupare sarebbe inoltre l’euro-scetticismo, il populismo di estrema destra e allo stesso tempo la russofilia espressa da entrambi gli schieramenti della futura coalizione di governo.

Come era logico aspettarsi, Di Maio ha commentato l’editoriale con un inequivocabile “Ma come vi permettete?!“. Il leader pentastellato si è poi domandato con che coraggio alcuni eurocrati votati da nessuno si permettano di paragonare ai Visigoti due partiti eletti regolarmente dagli italiani. Anche Salvini non ha fatto mancare la sua risposta: “Meglio barbari che servi che svendono la propria dignità”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La paura del cambiamento politico in Italia desta preoccupazione tra i leader politici stranieri. Come conseguenza, anche la stampa riporta questo stato di diffuso malessere. Ma dopo i problemi dei migranti, della crisi economica e i muri sorti tra i vari paesi dell’Unione Europea, un risultato del genere era più che scontato. Se si è arrivato a questo punto non è solo colpa dei nostri partiti tradizionali, ma anche di quell’Europa che negli ultimi anni ha fatto solo finta di ascoltare i nostri problemi.

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