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Il Consiglio d’Europa promuove l’Italia per la questione carceri

Il Consiglio d'Europa ha deciso di promuovere l'Italia per le decisioni prese in merito al sovraffollamento delle carceri. I risultati ottenuti sono ottimi e tutto sarà verificato nella riunione del 2015

Politica
Pubblicato il 6 giugno 2014, alle ore 15:05

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Il Consiglio d’Europa promuove l’Italia per la questione carceri

L’Italia ha finalmente ricevuto un meritato elogio già al primo esame del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, in merito al problema del sovraffollamento delle carceri. Il Consiglio ha riconosciuto i risultati ottenuti dall’Italia, e ha deciso di ridiscutere il problema carceri in nuova sede, precisamente nella nuova riunione del 2015, dopo aver analizzato i progressi raggiunti durante l’anno in corso.

Da discutere quindi la sentenza Torreggiani, in cui era stata condannata per le cattive condizioni in cui versavano le carceri, e in particolare per la situazione di sette detenuti rinchiusi in condizioni sovrumane e che aveva messo in agitazione i controlli. La nuova fiducia che il Consiglio ha dato all’Italia non deve far arrestare i miglioramenti finora ottenuti, ma anzi deve spronare il paese a vigilare sulle condizioni delle carceri ancora più di prima.

L’allarme c’è, perché la situazione è davvero drammatica. E’ questa la dichiarazione fatta dal vicepresidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura), Michele Vietti, che sul riconoscimento arrivato da Strasburgo, invita l’Italia a riflettere e ad analizzare con cura le possibili soluzioni per sbloccare la grave situazione.

I miglioramenti ottenuti sono solo un punto di partenza, aggiunge invece il ministro Orlando, e questo è solo l’inizio di un cammino in cui l’Italia sarà protagonista di un capitolo nuovo in materia, con riforme adeguate per sostenere i diritti umani anche dietro le sbarre. C’è tanto da fare, ma l’impegno preso da questo governo è fermo e deciso, e sembra gettarsi alle spalle luci e ombre del passato. La riforma della giustizia deve assicurare ai prigionieri dignità e diritti e per farlo l’intero sistema deve essere stravolto; nuove norme e controlli rigorosi sono necessari, affinché si riesca a cambiare le cose.

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