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I vescovi preoccupati per le critiche a Salvini: così si mina l’unità della Chiesa

Matteo Salvini "tifato" dal 60% dei cattolici che va a Messa. Nel constatarlo, secondo un sondaggio Ipsos, emerge tutta la preoccupazione dei vescovi.

Politica
Pubblicato il 31 luglio 2018, alle ore 08:07

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I vescovi preoccupati per le critiche a Salvini: così si mina l’unità della Chiesa

Le continue proteste della Chiesa Cattolica contro le politiche anti-immigratorie di Matteo Salvini stanno avendo un effetto boomerang sull’unità ecclesiastica. Non sono pochi i vescovi che temono che questa campagna denigratoria dei porporati contro Salvini possa divide i fedeli, creando dei malumori tra le persone di fede cattolica.

Gli italiani, in questi giorni di tormentose polemiche politiche, hanno visto il profilare di propagande ecclesiastiche poco favorevoli al ministro dell’Interno. Dal cardinal Ravasi che citava arbitrariamente il Vangelo – “ero straniero e non mi avete accolto” – alla copertina sinistra e inquietante di Famiglia Cristiana, che associava Salvini a Satana.

Un intero conclave cardinalizio unito contro il salvinismo. Ma qualche prelato, in questo periodo, ha iniziato a eccepire che, forse, questo contestato personaggio del Viminale, dopotutto, non agisce in modo così insensato. Uno di questi è il vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarolo, che ha parlato di inutili e dannose generalizzazioni.

Per il vescovo Tessarolo, si sta diffondendo nelle cerchie vaticane la paura che la contestazione degli ecclesiastici a Salvini si possa tramutare in un’occasione utile per mettere in discussione l’unità (e la simpatia) della Chiesa, visto che i fedeli risultano sempre più divisi, e non solo tra i laici.

Recentemente, anche alcuni preti e sacerdoti si erano domandati perplessi il motivo per cui Papa Bergoglio si ostinava a predicare “l’accoglienza a tutti i costi” anche quando era chiaro a tutti che il flusso migratorio stava diventando insostenibile per l’Italia e alimentava sempre di più pericolose tensioni tra italiani e stranieri.

Proprio ieri, dalla parte di Salvini si è schierato anche il vescovo Ignazio Zambito, che si è detto, convinto, che dietro il fenomeno migratorio, ci sia un piano per islamizzare l’Europa, criticando severamente chi lucra sulla pelle dei profughi e ignora i poveri italiani che non portano denaro, mentre gli immigrati permettono di battere cassa.

Qualche giorno fa, il Corriere della Sera ha riportato una dichiarazione della Cei: “Noi dobbiamo portare ragioni alla causa dei migranti, senza abbassarci al livello della polemica politica. I vescovi hanno due poli: il Vangelo e il magistero del Papa. Così invece si rischia di rafforzare ostilità alla Chiesa e dividere ancora di più i cattolici”.

La preoccupazione della Chiesa è fondata. Le statistiche raccontano di una dilagante simpatia per i cattolici per il governo Conte e per lo politiche di Salvini. Ben il sessanta per cento dei fedeli presenti nelle parocchie si è schierato dalla parte di Matteo Salvini. Numeri che preoccupano i prelati perché minano l’unità e la stabilità della Chiesa.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Le critiche a Salvini creano divisioni fra i cattolici? Lo avete capito anche voi, con Bergoglio in testa, che state disorientando i cattolici? Molto perspicaci. Un po' tardi, ma meglio che niente. L'importante adesso è cercare di rimediare in parte agli errori commessi da una Sinistra al servizio dei grandi capitalisti, che vogliono "africanizzare" l'Europa per assicurarsi manodopera a basso costo.

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