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I Cinque Stelle virano sul reddito di cittadinanza: "Il sussidio sarà sospeso a chi rifiuterà un lavoro"

La decisione è stata presa per rispondere alle esigenze delle imprese che lamentano la difficoltà a reperire personale, soprattutto nel settore del turismo

Politica
Pubblicato il 14 giugno 2021, alle ore 19:06

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I Cinque Stelle virano sul reddito di cittadinanza: "Il sussidio sarà sospeso a chi rifiuterà un lavoro"

Il Movimento Cinque Stelle vira sul reddito di cittadinanza e cambia rotta: da oggi chi rifiuta un lavoro stagionale a 100 chilometri da casa, vedrà sospeso il beneficio. La misura è stata voluta per rispondere alle richieste dei datori di lavoro che lamentano la difficoltà di trovare personale proprio a causa del reddito di cittadinanza. Una misura voluta dai Cinque Stelle per mettere un freno alla povertà in Italia, ma che ha generato polemiche da parte di quanti hanno accusato i pentastellati di aver favorito l’assistenzialismo statale, scoraggiando la ricerca del lavoro.

Anche se, questo bisogna dirlo, il sussidio ha effettivamente ridotto il numero delle persone bisognose, facendo salire i consumi e dando una boccata d’ossigeno alle finanze delle imprese, che prima annaspavano nel mare della crisi economica. Tutto questo però non è bastato a decretarne la riuscita del reddito, dato che solo una percentuale minima di percettori è riuscita a reinserirsi nel tessuto produttivo mentre quelli che sono rimasti tendono a rifiutare lavori ritenuti conveniente sotto il profilo economico.

Sono molti infatti i lavoratori che denunciano salari troppo bassi che scoraggiano la domanda. Il loro dubbio è più che legittimo: perché un lavoratore dovrebbe accettare un lavoro da 800-1.000 euro al mese quando ne percepisce 780 senza colpo ferire? Per il governo, però, retribuzioni di questo tipo, a livello contrattuale, non esistono, se non in casi di lavori part-time o, peggio ancora, di lavori pagati in nero, che soprattutto al Sud sono una piaga dilagante.

Nel settore del turismo, per esempio, le retribuzioni vanno dai 1.300 euro lordi mensili per guardiani notturni e guardarobieri a 1.542 per pizzaioli, camerieri e barman. Parliamo però di retribuzioni lorde. Ciò vuol dire che, tolto il lordo, il netto cala vistosamente, rendendo sconveniente per un lavoratore accettare impeghi, soprattutto al Nord, dove il costo della vita è piuttosto elevato.

Per ovviare a questo problema, il governo ha proposto ai datori di lavoro di assumere full time un cittadino con reddito di cittadinanza, garantendogli uno stipendio contrattuale integrato da una percentuale sul sussidio stesso. Con questo sistema, l’imprenditore trova le persone che gli servono, ricevendo pure uno scontro sullo stipendio, mentre un lavoratore riceverebbe una paga superiore al reddito di cittadinanza, più i contributi per la pensione e potrà beneficiare di vantaggi contrattuali aggiuntivi. Una misura che dovrebbe mettere d’accordo domanda e offerta, senza scansafatiche ma senza nemmeno sfruttatori.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Nettuno

Mario Nettuno - La misura pensata dal governo potrebbe mettere d'accordo tutti: politici, imprenditori e lavoratori. Tutti avrebbero il loro tornaconto economico, senza premiare gli uni e penalizzare gli altri. Perché una cosa è certa: il reddito di cittadinanza ha levato molte persone dal bisogno, ma anche impedito indebiti sfruttamenti da parte di quanti approfittano della necessità dei cittadini, spesso lucrano sui lavoratori con paghe da fame.

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