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Gli ultimi dati sull’impatto dell’abusivismo edilizio sull’ambiente

Tante volte si sente palare di abusivismo edilizio e delle problematiche che questo fenomeno crea sul nostro territorio. Ecco le ultime notizie riguardo i dati emersi nel 2013 e agli impegni presi per il futuro per risolvere i problemi legati all'abusivismo

Politica
Pubblicato il 22 febbraio 2014, alle ore 17:18

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Gli ultimi dati sull’impatto dell’abusivismo edilizio sull’ambiente

Nel nostro bel Paese una delle piaghe più atroci per l’ambiente è senza dubbio l’abusivismo edilizio. Per anni, a partire dagli anni ’70-’80 circa, l’abusivismo ha preso piede diventando inarrestabile: si è cominciato a costruire un numero elevatissimo di unità immobiliari, molte delle quali venivano realizzate senza ordine nè rispetto per l’ambiente, deturpando la bellezza e la natura del nostro territorio. Nascono seconde case e alberghi lì dove non dovrebbero esserci, come letti dei fiumi, pendii delle montagne, coste…

Questo mese è stato il mese del bilancio delle operazioni svolte nel 2013 nel tentativo di cercare un rimedio a questa piaga. Dai dati emerge che la Campania è in testa in quanto ad abusi edilizi: 175.000 sono gli immobili abusivi che si sono contati, in prevalenza nella provincia di Napoli, seguita da quella di Salerno. Il fenomeno dell’abusivismo non ha risparmiato neanche zone turistiche come Pompei e Ischia.

Per quanto riguarda invece l’abusivismo costiero e litoraneo, la Sicilia si colloca in prima posizione con un gran numero di immobili abusivi soprattutto nelle vicinanze della spiaggia di Selinute, una delle più belle spiagge siciliane, violate da questo fenomeno osceno. Anche qui l’abusivismo non ha risparmiato le aree di interesse storico e culturale, tra cui la Valle dei Templi.

Le ordinanze hanno ordinato poco più del 10% delle demolizioni. Si tratta di un dato purtroppo ancora troppo basso per Legambiente, che da anni si batte contro l’abusivismo nel nostro Paese. Soprattutto perchè molti sindaci giustificano l’assenza di demolizioni con la mancanza di denaro, alibi non giustificato se si considera che in realtà la legge afferma che la demolizione deve avvenire ad opera del proprietario dell’immobile.

La cosa più grave è che non solo si è costruito nel passato illegalmente ma che nel 2013 sono stati costruiti altri 26.000 immobili illegali (oltre il 10% sul totale degli immobili costruiti nell’anno appena passato).

Bisogna tenere conto che, oltre a deturpare la natura, questo modo di agire ha portato a delle ricadute negative sulle casse dello Stato: l’edilizia abusiva toglie infatti entrate al fisco e le costruzioni sono spesso impignorabili.

Per tutta questa serie di motivi il Presidente della Commissione Ambiente alla Camera Realacci ha affermato con convinzione la necessità di abbattere senza indugi e senza tolleranza gli immobili abusivi.

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