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Giorgio Napolitano sondò Monti premier

Giorgio Napolitano interpellò Monti per un futuro incarico da premier; Monti parlò con De Benedetti e Prodi, e conferma i contatti avuti, il Capo dello Stato nega complotti contro Berlusconi

Politica
Pubblicato il 12 febbraio 2014, alle ore 15:31

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Giorgio Napolitano sondò Monti premier

Già nel 2011 Giorgio Napolitano sondò Monti come Premier. Lo rivela Alan Friedman nel libro “ammazziamo il gattopardo”. Si parla di conversazioni tra Napolitano e Monti, che precedono di 4 o 5 mesi la nomina dell’allora Presidente della Bocconi a Palazzo Chigi il 13 novembre.

Si fa riferimento al video di un’intervista in cui Monti alla domanda posta da un giornalista, in cui chiedeva appunto se tra giugno e luglio il Presidente della Repubblica gli avesse fatto capire o addirittura chiesto la sua disponibilità in caso di necessità, Monti ha risposto dicendo che era vero che il Presidente questo gli aveva fatto capire.

Anche De Benedetti e Monti hanno confermato che nell’estate del 2011 ci furono dei contatti tra i due. De Benedetti dice che in quella estate Monti gli chiese un consiglio su come doveva comportarsi in merito all’offerta fattagli da Napolitano di sostituire Berlusconi a Palazzo Chigi. Poi le parole di Prodi che gli avrebbe detto che non poteva far niente per diventare Presidente del Consiglio, ma nel caso gli fosse stata offerta questa possibilità non avrebbe potuto rifiutare.

Monti dal canto suo conferma, dicendo di avere avuto nell’estate del 2011 dei segnali da parte del Presidente della Repubblica che in caso di necessità doveva essere pronto. Monti dice anche che secondo lui è del tutto normale che il Capo dello Stato si assicuri di capire che ci sia un’alternativa in caso di bisogno.

il Presidente della Repubblica replica con una nota alle anticipazioni contenute nel libro di Friedman negando che ci sia stato un complotto contro Berlusconi. Il Capo dello Stato dice che tutto è incontrovertibile e che tutta questa situazione è dipesa solo dal fatto che la maggioranza guidata da Berlusconi era ormai logora.

Dice anche che nel 2011 Monti appariva come una risorsa da tener presente e in caso fosse necessario da inserire all’interno del governo, afferma anche che nelle conversazioni avute con Monti riscontrò un’ampia disponibilità sulla sua candidatura.

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