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Gender gap nelle cariche istituzionali, tema ancora attuale

Nonostante i cambiamenti degli ultimi anni, l’Italia è agli ultimi posti per il rispetto della parità dei sessi. Spazi conquistati a fatica per le donne, che meritano molto di più

Politica
Pubblicato il 2 giugno 2014, alle ore 22:19

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Gender gap nelle cariche istituzionali, tema ancora attuale

La cultura delle pari opportunità, nonostante vada avanti da anni, fa fatica a conquistarsi un posto di rispetto nella politica. Tanti gli studi che hanno dimostrato le qualità manageriali che le donne hanno nel proprio Dna; tuttavia, non è servito a diminuire le discriminazioni e il gender gap che ancora persistono nelle istituzioni. Le donne devono lavorare il doppio per ottenere quello che agli uomini viene riconosciuto senza troppa fatica.

Il governo guidato da Matteo Renzi è stato il primo a comporre eguali proporzioni tra ministri donne e ministri uomini, ma nonostante questo grosso passo avanti il gap è un argomento attuale e di tendenza, che vede l’Italia agli ultimi posti nella classifica internazionale. Il rapporto di un’indagine condotta nel 2011 da Lorella Cedroni, professoressa di Filosofia Politica all’Università La Sapienza di Roma, e Marina Calloni della Bicocca di Milano, fa emergere che l’Italia, a confronto con i Paesi dell’Unione europea, risultava quart’ultima.

Il problema comunque non è solo italiano; anche la Commissione di Bruxelles ha comunicato, nel novembre del 2013, una esortazione al Parlamento europeo a “sostenere gli Stati membri nella riduzione del divario retributivo di genere di almeno 5 punti percentuali ogni anno, con l’obiettivo di eliminarlo entro il 2020″. Infatti, già nel 2012 il Parlamento europeo aveva bloccato per diversi mesi la candidatura del governatore della Banca Centrale lussemburghese, Yves Mersch, per la mancanza di donne alla direzione dell’Eurotower.

Il problema è di interesse comune e tutti sembrano disposti a superarlo, ma come mai le scelte delle istituzioni vengono fatte in base al sesso? E perché la presenza femminile è spesso penalizzata? La rivoluzione è già in atto, e certamente ci saranno sviluppi futuri dettati da un corso naturale che ha bisogno solo del tempo necessario a proiettarsi sulla società.

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