Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, ha commentato duramente l’intervista rilasciata al “Corriere della Sera” dal ministro della Giustizia – Andrea Orlando – in merito allo ius soli come deterrente contro i reati: “Basta guardare agli autori dei recenti attentati terroristici, tutti stranieri perfettamente integrati in apparenza e qualcuno perfino cittadino europeo, per rendersi conto che gli automatismi sono dannosi e non sono garanzia di nulla”.
Orlando ha sentenziato che lo ius soli è un percorso di doveri, non solo di diritti, e che serve ad evitare di confinare le persone in un limbo, un’area grigia elusa dal resto della comunità. Il Guardasigilli ha sentenziato che non avere la cittadinanza crea quella “marginalizzazione” nella quale crescono le devianze, l’integrazione e l’adempimento dei doveri civici aiutano ad acquisire diritti, assicurando la sicurezza collettiva.
Maurizio Gasparri, con toni perentori, ha detto che la propaganda sbagliata del Pd sullo ius soli continua la sua corsa, e stavolta questa legge folle è difesa, con argomenti risibili, addirittura dal ministro della Giustizia. “Non c’e’ alcuna correlazione tra cittadinanza e integrazione, ed e’ francamente sconcertante che a sostenere una posizione simile sia proprio Orlando“.
Ha sottolineato che basta guardare agli autori dei recenti attentati terroristici, tutti stranieri apparentemente perfettamente integrati e qualcuno perfino cittadino europeo, per rendersi conto che gli automatismi sono dannosi e non garantiscono alcuna sicurezza. Gasparri spiega che la legge sulla cittadinanza, che il Pd si ostina a portare avanti, si basa su contenuti erronei e la stragrande maggioranza degli italiani e’ contraria alla sua approvazione.
“Si fermino perche’ si stanno scavando la fossa e noi li travolgeremo in ogni caso, in Parlamento o nel Paese, con un referendum abrogativo qualora questa sciagurata norma dovesse passare“. Il senatore ha rimarcato che la legge vigente concede questo privilegio ogni anno a tantissimi extracomunitari e che bisognerebbe rivedere i criteri di concessione, renderli piu’ restrittivi, perche’ la cittadinanza non si regala ma si conquista.