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Datagate, Barack Obama rassicura la Merkel

Il presidente degli Stati Uniti ha chiamato ieri la cancelliera tedesca per rassicurarla sul fatto che Washington “considera seriamente” le preoccupazioni europee sull'attività di spionaggio americano in Europa.

Politica
Pubblicato il 4 luglio 2013, alle ore 17:39

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Datagate, Barack Obama rassicura la Merkel
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Il colloquio telefonico di ieri tra Barack Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel sembra essere il primo passo sulla via di un riavvicinamento degli Stati Uniti agli interlocutori del Vecchio Continente. “Barack Obama ha rassicurato la cancelliera Merkel circa il fatto che gli Stati Uniti prendono sul serio le preoccupazioni degli alleati e partner europei”, recita un comunicato della Casa Bianca.

Barack Obama e Angela Merkel “hanno riaffermato l’importanza di proseguire una giusta cooperazione tra i rispettivi servizi di intelligence nella lotta contro il terrorismo e le altre minacce alla sicurezza degli Stati Uniti, della Germania e degli alleati”, conclude la Casa Bianca.

Washington ha poi confermato che un gruppo di esperti si riunirà dal prossimo 8 luglio per scambiarsi informazioni sul programma americano di sorveglianza delle comunicazioni, detto Prism.

I due capi di stato hanno infine ribadito il loro «importante sostegno all’apertura del negoziato per l’accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Unione europea».

Intanto, del caso Datagate ed in particolare della posizione di Edward Snowden, ha parlato il ministro degli Esteri Emma Bonino davanti alle commissioni Affari Costituzionali, Esteri e Difesa, di Camera e Senato, affermando che la richiesta di asilo formulata al nostro paese da Edward Snowden non può essere accettata perché “non sussistono le condizioni tecniche giuridiche” né quelle politiche. Resta invece in piedi la richiesta dei chiarimenti promessi da Barack Obama in merito al presunto spionaggio di alleati ed altri paesi.

Il ministro ha poi escluso qualsiasi ruolo dell’Italia nel sistema di intercettazione americano Prism. “Non siamo stati coinvolti, né consultati né abbiamo partecipato. La raccolta delle informazioni è stata autorizzata dal Congresso americano, ma l’Italia non ne è mai stata informata”.

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