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Csm, Mattarella indice elezioni per ottobre. Via possibile per superare la crisi della magistratura

Il Consiglio superiore della magistratura non verrà sciolto. Le elezioni di ottobre sceglieranno i consiglieri che andranno a sostituire quelli dimissionari. La bufera sulle nomine delle procure volta pagina in attesa di "nuove regole".

Politica
Pubblicato il 14 giugno 2019, alle ore 08:22

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Csm, Mattarella indice elezioni per ottobre. Via possibile per superare la crisi della magistratura

Non verrà sciolto il Csm, travolto negli ultimi giorni dalla bufera sulle nomine delle procure. Sergio Mattarella, Capo dello Stato, ha indetto elezioni suppletive che si terranno a ottobre solo per Luigi Spina e Antonio Lepre, i due pm dimissionari.

Il Quirinale ha fatto sapere che “La richiesta di scioglimento anticipato comporterebbe la rielezione dei suoi membri con i criteri attuali e contrasterebbe con la necessità di cambiare le procedure elettorali da più parti richieste“.

Le richieste e la risoluzione

Il Capo dello Stato era stato sollecitato dal Colle a una decisione per l’azzeramento di Palazzo dei Marescialli, che si trova nel pieno di una crisi istituzionale. Tra i richiedenti anche Silvio Berlusconi che, a nome di Forza Italia, avrebbe chiesto di essere ascoltato dal Capo dello Stato per esperimere le loro preoccupazioni e chiedere che il Consiglio superiore della magistratura venga sciolto per le “ombre troppe serie“. 

Da più parti è stato chiesto di cambiare le regole per le elezioni dei membri del Consiglio, cosa a cui non si è immediatamente preparati, per questo motivo Mattarella ha deciso che vengano sostituiti soltanto i dimissionari, primo passo per voltar “pagina” e restituire alla magistratura l’indipendenza e il prestigio che le son propri, venuti meno in seguito a inchieste e alla loro amplificazione mediatica in una “serie incalzante di trascrizioni di intercettazioni” che saranno valutate penalmente, scrive tgcom24.

In queste settimane il Capo dello Stato ha avuto contatti continui con i vertici del Csm e con il ministro della Giustizia. Al vicepresidente David Ermini era stato dato il mandato di analizzare ed approfondire la situazione. Il clima si stava facendo sempre più teso con il rischio di coinvolgere nella crisi la stessa presidenza della Repubblica ed è stato deciso di “voltare pagina“.

Il presidente Sergio Mattarella non ha mai avuto nulla a che fare con le nomine dei magistrati. I suoi interventi sono sempre stati di carattere generale, per “richiamare il rispetto rigoroso dei criteri e delle regole preposte alle funzioni del Csm“, si legge in tgcom24. L’ultimo contatto con Luca Lotti del PD, il politico al centro della discussione, risale al 6 agosto 2018, quando, lasciata la carica di ministro, era salito al Quirinale per il congedo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - È risaputo che il riportare una notizia curiosa e interessante, come può accadere per una intercettazione, rischia di essere mal interpretata e amplificata come nel gioco del telefono senza fili che praticavamo da bambini. Tutte le notizie, secondo me, andrebbero lette da vari punti di vista prima di presumere di avere un'idea corretta di quel "si dice che".

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