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Covid, firmato da Conte e Speranza il dpcm: nuove misure in vigore per 30 giorni

Per 30 giorni sono vietate tutte le feste private. Alle 24 bar e ristoranti chiudono le porte. Sale da ballo e discoteche chiuse. Gite scolastiche, sport di contatto, gare e competizioni amatoriali dovranno attendere.

Politica
Pubblicato il 13 ottobre 2020, alle ore 09:30

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Covid, firmato da Conte e Speranza il dpcm: nuove misure in vigore per 30 giorni

Firmato il dpcm dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, le nuove misure per contrastare il contagio da Covid sono entrate in vigore. Prima della firma le Regioni avevano dato un loro riscontro sul testo proposto dal governo. 

Le parole chiave delle nuove misure di sicurezza valide per i prossimi 30 giorni sono “divieto“, “raccomandazione“, “permesso” e “obbligo“. Le regioni e le province autonome, in base al proprio andamento della situazione epidemiologica e in accordo con il ministro della Salute potranno riscrivere alcuni numeri per quanto riguarda gli spettatori a cinema, spettacoli e sport, adattandoli alla situazione del loro territorio.

Le feste private sia al chiuso che all’aperto nei prossimi 30 giorni non si possono fare. Bar e ristoranti chiuderanno alle 24, ma già dalle 21 i clienti dovranno trovarsi fermi a un tavolo. Le sale da ballo e le discoteche rimarranno chiuse. Le gite scolastiche e gli sport di contatto, le gare, le competizioni e a carattere amatoriale non potranno svolgersi. 

Nel testo si legge che è fortemente raccomandato di evitare di ricevere in casa più di sei persone che non appartengano al nucleo familiare per feste o altro.

Potranno svolgersi fiere e congressi. In alcuni casi sono consentiti gli sport di contatto “da parte delle società professionistiche” sia a livello “agonistico che di base” riconosciute dal CONI e dal CIP, sempre “nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi” (bozza del dpcm).

Il pubblico può assistere alle competizioni sportive con “una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale”, con un tetto massimo di 1000 spettatori se all’aperto e di 200 se al chiuso. 

Nel territorio nazionale è obbligatorio “avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie” (art. 1 dpcm) e indossarli qualora ci si trovi in luoghi chiusi diversi dalle abitazioni private e all’aperto, quando non è garantita la distanza. Coloro che fanno attività sportiva, i bambini con meno di 6 anni e i soggetti con patologie e disabilità tali da non poter indossare la mascherina sono esclusi dall’obbligo. In qualsiasi situazione la distanza di un metro deve sempre essere garantita e all’ingresso deve essere misurata della febbre.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Vista la curva in ascesa (ieri a parte) temevo misure di sicurezza più restrittive. La mascherina a volte è "pesante" da indossare, ma ci consente di muoverci con maggiore libertà. Purtroppo vedo persone, per lo più studenti fuori dalle scuole, che non indossano alcun dispositivo sfidando il virus e prolungando a tutti questo tempo di "battaglia".

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

13 ottobre 2020 - 12:26:31

Sarà interessante leggere i verbali, in stile Stasi, in cui i vicini rendono conto di quante persone siano andate al cena dal dirimpettaio che gli sta s sulle scatole.

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Giorgio Mosto
Giorgio Mosto

13 ottobre 2020 - 16:37:17

bell'articolo complimenti.mi farebbe piacere se leggessi i miei e mi lasciassi qualche consiglio.Grazie mille

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