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Covid-19, report segreto del 12 febbraio inguaia il governo Conte: aveva previsto fino a 60mila morti

Come rivelato dal quotidiano “Repubblica”, in data 12 febbraio il governo Conte avrebbe avuto tra le mani un report che stimava il prevedibile numero di contagiati e morti per Covid-19. Le opposizioni sono insorte chiedendo immediate spiegazioni.

Politica
Pubblicato il 1 settembre 2020, alle ore 10:41

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Covid-19, report segreto del 12 febbraio inguaia il governo Conte: aveva previsto fino a 60mila morti

Il governo Conte era a conoscenza delle catastrofiche conseguenze del Covid-19 con due settimane di anticipo rispetto ai primi focolai di Codogno e Vo’ Euganeo. A rivelarlo è stato il quotidiano la Repubblica, facendo presente che in data 12 febbraio, sul tavolo dell’esecutivo sarebbe giunto un report finora rimasto segreto intitolato: “Scenari di diffusione di 2019-NCOV in Italia e impatto sul servizio sanitario, in caso il virus non possa essere contenuto localmente”

Frutto di uno studio realizzato da Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler, il dossier, tenendo conto di quanto già visto a Wuhan, si era spinto ad ipotizzare le possibili conseguenze della pandemia in Italia. Più nello specifico, il report aveva previsto due scenari, rispettivamente con indice di contagio R0 1.3 e 1.7, all’epoca considerati i più realistici per la realtà italiana. 

Nel primo caso, il nostro Paese avrebbe conosciuto un numero di contagiati pari ad un milione, mentre nel secondo addirittura di due. Di conseguenza, i casi più gravi sarebbero oscillati tra i 200 e 400mila, mentre in terapia intensiva sarebbero transitati un numero di pazienti compresi tra i 60 e 120mila. In altre parole il sistema sanitario nazionale non avrebbe retto all’onda d’urto del virus, essendo del tutto impreparato di fronte a quella che molti consideravano “una banale influenza”. Durante il picco di contagi, si sarebbe quindi evidenziato un gap di circa 10mila posti letto nei reparti di terapia intensiva.

Ma a sorprendere è il numero stimato delle vittime. Tenendo conto di quanto aveva già sperimentato la Cina, in Italia era logico prevedere un numero di vittime compreso tra i 35mila e i 60mila. E in effetti leggendo le statistiche, ad oggi il numero di persone che hanno perso la vita in Italia per colpa del virus è pari a 35.483.

In ragione di questa profetica precisione, le opposizioni hanno immediatamente chiesto riscontro al governo, accusandolo di non aver fatto abbastanza per contenere la diffusione del virus. Di conseguenza si torna a pretendere delle spiegazioni sul perché non sia stata istituita in tempo la zona rossa nella Bergamasca, ma soprattutto per quale ragione sarebbero partite per la Cina 18 tonnellate di aiuti, per lo più camici e mascherine che dopo pochi giorni sarebbero urgentemente serviti al nostro Paese.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La precisione di questo report appare quanto mai sorprendente. È chiaro che a questo punto il governo dovrà dare delle spiegazioni, anche se la mia personale opinione è che, all’inizio di febbraio, in molti non avevano intuito la gravità della situazione, in quanto ritenevano la malattia un problema che non avrebbe mai raggiunto in maniera così devastante il territorio europeo.

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