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Covid-19, il deputato Librandi: “Meridionali più resistenti perché sono africani bianchi”

Ospite del programma radiofonico “La Zanzara”, il deputato di Italia Viva si è lasciato andare ad un’affermazione che fa già molto discutere: per il politico di origini calabresi, i meridionali sono più resistenti al Covid-19 in quanto “africani bianchi”.

Politica
Pubblicato il 14 dicembre 2020, alle ore 15:45

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Covid-19, il deputato Librandi: “Meridionali più resistenti perché sono africani bianchi”

La teoria sul Covid-19 del deputato Gianfranco Librandi è destinata a creare non pochi dissapori. Il politico di Italia Viva ha infatti affermato che a livello genetico, gli abitanti del Mezzogiorno sarebbero più resistenti, in quanto potrebbero contare sul fatto di essere degli “africani bianchi”.

Tutto ha avuto inizio dalla sua partecipazione come ospite all’interno della trasmissione di Rete4 Dritto e Rovescio. Qui, mentre si dibatteva sul tema immigrazione e decreti sicurezza, il parlamentare renziano si è scontrato animosamente con Giovanni Donzelli, responsabile nazionale di Fratelli d’Italia.

Per comprendere meglio il suo punto di vista, Gianfranco Librandi è stato invitato a La Zanzara, programma radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Nella trasmissione di Radio24, il politico di origini calabresi ha fatto presente che di fronte al virus, gli africani hanno dimostrato di essere molto più forti di noi italiani.

Fatemi vedere un migrante che è in ospedale col covid. Basta farsi un giro negli ospedali di Saronno o di Varese, Non hanno niente, non vengono neppure contagiati” ha aggiunto a sostegno della sua tesi. Il motivo di tutto ciò sarebbe molto semplice: chi proviene dal continente nero è geneticamente più resistente rispetto a chi abita in Italia, Paese che detiene il triste record del numero di morti di Covid in Europa. Persino uno come lui che proviene dalla Calabria, avrebbe molte più chance di sopravvivenza rispetto a chi non ha il privilegio di essere nato nel Sud Italia. Non a caso dopo essere stato colpito dalla malattia, sarebbe per sua stessa ammissione guarito dopo un solo giorno.

A fronte di queste dichiarazioni, il conduttore ha cercato di fare chiarezza domandando se africani e meridionali abbiano un dna tale da renderli più immuni al Coronavirus. Al quesito, il deputato ha immediatamente risposto con un inequivocabile quanto sbalorditivo: “Certo, noi meridionali siamo africani bianchi”. Quando la sua disamina è poi tornata ad avere per oggetto l’ideologia di Fratelli d’Italia che più di una volta ha preso di mira i rom, Librandi ha provocatoriamente fatto presente che questi ultimi avrebbero un quoziente intellettivo più alto di alcuni esponenti del partito capeggiato da Giorgia Meloni.

A difesa della sua posizione, ha infatti concluso sottolineando che “tra i rom ci sono persone di altissimo livello, come un premio Nobel per la medicina, Antonio Banderas, Charlie Chaplin, non certo sfigati come Donzelli”, mentre tra le fila del partito dell’opposizione, nessuno potrebbe vantarsi di aver mai ricevuto un simile riconoscimento.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Le dichiarazioni di Gianfranco Librandi lasciano letteralmente di stucco. Bisognerebbe capire su quali evidenze scientifiche si basi il suo ragionamento, articolato più che altro per attaccare un rivale politico. L’Africa e il Mezzogiorno sono meno colpiti per una questione genetica o di natura geografica? Visto che al momento, di questo virus conosciamo ancor fin troppo poco, non sarebbe nemmeno da escludere, ma bisogna anche ricordare che la popolazione africana è nettamente più giovane rispetto a quella italiana e europea; ciò di per sé li rende più immuni rispetto agli italiani, popolo tra i più anziani al mondo.

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