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Covid-19, il Cts: "Rischiamo di dover richiudere tra un mese"

L'epidemiologo Stefano Merler ha presentato uno studio indipendente al Cts proprio prima dell'incontro con il Premier Draghi che ha previsto le riaperture da oggi 26 aprile. Secondo l'esperto se l'indice di contagio sale ci saranno altre restrizioni.

Politica
Pubblicato il 26 aprile 2021, alle ore 10:55

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Covid-19, il Cts: "Rischiamo di dover richiudere tra un mese"

Da oggi 26 aprile metà Italia torna in zona gialla e arancione, tranne la Sardegna che resterà per un altro po’ di tempo in zona rossa. Si avvia così la ripartenza promessa dal Governo, in particolare dal Premier Mario Draghi in primis. Da oggi in zona gialla riaprono bar e ristoranti sia a pranzo che a cena, che potranno servire i clienti solo all’aperto.

In zona arancione ripartono quasi tutte le attività commerciali, mentre anche in zona rossa molti studenti ritorno a scuola. Se da un lato queste decisioni fanno sicuramente piacere alla popolazione, non la pensa così la Fondazione Bruno Kessler, che nelle scorse settimane ha realizzato uno studio che ha presentato perfino al Cts.

Dallo studio, portato avanti anche dall’epidemiologo della Fondazione, Stefano Merler, si evincerebbe di come si potrebbe andare incontro ad una quarta ondata di contagi se si riapre prima del previsto, ovvero ad aprile. Il Covid-19 circola ancora in maniera insistente nel nostro Paese, per questo Merler fa sapere che se l’indice di contagio dovesse risalire già al livello di guardia di un Rt pari a 1 il Governo potrebbe fare dietro front e introdurre nuove restrizioni. 

Merler: “Decisione politica, ma è un azzardo”

Alcuni membri del Cts hanno dichiarato chiaramente che quella di riaprire è stata una scelta politica, che però potrebbe rivelarsi un vero e proprio “azzardo”. Eppure lo stesso Draghi si è detto convinto che se si riapre con gradualità, come ha per l’appunto intenzione di fare l’Esecutivo, non dovremo richiudere mai più. Il Presidente del Consiglio ha parlato di un “rischio ragionato”

“Il Governo ha preso un rischio, un rischio ragionato, fondato sui dati, che sono in miglioramento. Questo rischio che abbiamo preso e che sicuramente incontra le aspettative dei cittadini però si fonda su una premessa, che quei provvedimenti che governano il comportamento nelle attività riaperte siano osservati scrupolosamente” – queste sono state le parole che Draghi pronunciò durante la conferenza stampa in cui ha annunciato la ripartenza del nostro Paese. 

Lo studio della Fondazione Kessler è stato pubblicato in queste ore anche da Il Fatto Quotidiano. Se l’indice Rt dovesse salire a 1,25 a quel punto sarebbe inevitabile una nuova ondata di contagi, per questo alcuni esperti del Cts affermano che si potrebbe anche richiudere tutto tra un mese. A quel punto ci sarebbe un ulteriore danno alla nostra economia e alla società, anche in vista dell’estate.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Se la decisione di riaprire sia stata un azzardo o meno lo vedremo nelle prossime settimane. La Fondazione ha le sue ragioni sicuramente, ma bisogna e si deve ripartire, quindi bene ha fatto il Premier Draghi e il Governo a prendere questa decisione, assumendosi le sue responsabilità. Un bel segnale forte di speranza quello inviato ai cittadini dal Governo.

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