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Covid-19, approvato il nuovo decreto: coprifuoco alle 22 anche in estate

Le nuove misure saranno valide dal 26 aprile al 31 luglio, ritornano le zone gialle dove ci si potrà recare a pranzo e cena nei ristoranti, che però potranno servire solo all'aperto. Tensione tra Governo e Lega, che si astiene al momento del voto.

Politica
Pubblicato il 22 aprile 2021, alle ore 15:22

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Covid-19, approvato il nuovo decreto: coprifuoco alle 22 anche in estate

Buona parte delle misure anti Covid attualmente in vigore saranno mantenute anche durante l’estate. Questo emerge dal nuovo decreto anti Covid emanato nella giornata del 21 aprile da Palazzo Chigi. L’Esecutivo ha scelto la linea della massima prudenza, ormai leit motiv che contraddistinge il nostro Paese da oltre un anno.

Alla fine hanno vinto i cosiddetti rigoristi, con a capo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, che continua a ribadire che non è ancora il momento di abbassare la guardia, in quanto il Sars-CoV-2 continua a contagiare moltissime persone. In sostanza, con l’approvazione delle nuove misure, si vuole evitare che la bella stagione si trasformi in una sorta di “liberi tutti”

Le nuove misure saranno valide a partire dal 26 aprile e fino al 31 luglio. Resterà il divieto di spostamento notturno per motivi non necessari, o coprifuoco, a partire dalle ore 22:00 alle 5:00 del mattino. Su questo punto in Consiglio dei Ministri c’è stata una vera e propria battaglia, anche tra la stessa maggioranza di Governo: c’era infatti chi, come la Lega di Matteo Salvini, chiedeva che il coprifuoco venisse spostato alle 23:00. Così non è stato, anche perché pare che si fosse già deciso durante l’incontro con la cabina di regia di far rimanere tale questa misura restrittiva: il Carroccio ha deciso di astenersi al momento del voto del Decreto. Dal 26 aprile poi ritorneranno le zone gialle

Bar e ristoranti aperti anche di sera

Sempre dalla prossima settimana e solo in zona gialla, bar e ristoranti potranno aprire sia a pranzo che a cena, a patto di servire i clienti solo negli spazi esterni. Da giugno dovrebbe essere consentito di ospitare le persone all’interno dei pubblici esercizi fino alle ore 18:00, ma su questo punto arriveranno dei chiarimenti nelle prossime settimane. A dettare il ritmo delle aperture, che saranno molto graduali, sarà il virus. 

Per quanto riguarda gli spostamenti tra regioni si sta studiando una sorta di pass vaccinale chiamato certificazione verde: questo documento consentirà alle persone di spostarsi sull’interno territorio nazionale con poche restrizioni. Sarà dato sia alle persone vaccinate contro il Covid, ma anche a chi prima di partire si sarà sottoposto ad un tampone nelle 48 ore precedenti il viaggio. La certificazione sarà valido anche per chi è guarito dal Covid recentemente. 

Un’altra novità introdotta dal decreto, è che fino al 15 giugno, in zona gialla, sarà possibile recarsi una volta al giorno a casa di amici e parenti in non più di 4 persone. Chi si sposta potrà portare con sè i minorenni sui quali esercitino la responsabilità genitoriale e le persone con disabilità o non autosufficienti e conviventi nello stesso nucleo famigliare.

Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole secondarie di secondo grado. La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. Mentre in zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Per quanto riguarda le università dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività dovranno essere organizzate prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Misure restrittive molto dure quelle che il Governo ha varato, confermando una serie di restrizioni anche in estate, come il coprifuoco. Alle 22 non si potrà più circolare liberamente neanche nelle zone gialle. Questo, se da un lato può proteggere dalle infezioni e dagli assembramenti di persone, dall'altro potrebbe provocare ulteriori e seri danni economici alle attività di ristorazione, che rischiano a questo punto di non sollevarsi più e di chiudere i battenti.

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