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Coronavirus, Giorgia Meloni manifesta davanti a Palazzo Chigi: "Le attività non sono codici, sono vite"

Una parte degli esponenti di "Fratelli D'Italia" ha manifestato davanti a palazzo Chigi con l'intento di rappresentare il dissenso delle migliaia di italiani che rischiano il lavoro.

Politica
Pubblicato il 30 aprile 2020, alle ore 08:35

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Coronavirus, Giorgia Meloni manifesta davanti a Palazzo Chigi: "Le attività non sono codici, sono vite"

Nella giornata di mercoledì 29 aprile, alle ore 15:00 ha avuto inizio davanti alla sede di Palazzo Chigi la manifestazione di Giorgia Meloni e Daniela Santanchè, le due rappresentanti di Fratelli D’Italia”. La leader di Fdi ha messo al corrente il popolo di questa iniziativa attraverso i social, esprimendosi in questi termini: “Fratelli d’Italia davanti palazzo Chigi (rispettando le normative) per rappresentare il dissenso delle migliaia di italiani che rischiano il lavoro, la pazienza è colma”.

La Meloni ha fatto notare che migliaia di italiani hanno chiesto di scendere in piazza per raccontare il dissenso, le paure: “Siamo un partito politico e il nostro compito è dar voce alla gente, abbiamo promesso che avremmo trovato un modo per raccontare pur rispettando le regole quel dissenso”. C’è stata la presenza dei parlamentari di Fratelli d’Italia e dei consiglieri regionali del Lazio, ognuno dei quali a rappresentare una categoria di lavoratori che rischia il proprio futuro.

Le parole della leader di Fratelli D’Italia

Risposte più chiare ed efficaci dalla politica: sono in silenzio questi parlamentari, il silenzio degli innocenti, persone che vivevano del loro lavoro. Ha continuato dicendo in merito ai lavoratori: “Oggi rischiano di non avere niente se non la paura di quello che accadrà domani”.

Riguardo alle decisioni del Governo, queste le parole di Giorgia Meloni: “Non siamo d’accordo sulla fase due, la cosiddetta ripartenza non è, non siamo d’accordo sul fatto che si debba riaprire per settori”.

Ha sottolineato il momento difficile: “Le persone, le attività non sono codici, e sono vite, un bar, un ristorante non può riaprire se mantiene la stessa distanza del supermercato, lo stesso discorso vale per i parrucchieri, se non riescono a mantenere il rapporto di uno a uno“. Infine, sui mancati pagamenti: “Vogliamo sapere perché al 28 del mese non è stata ancora pagata la cassa integrazione”

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - È un periodo molto complicato, soprattutto per determinate categorie, legate alla cura della persona che dovranno attendere il mese di giugno per la riapertura. Sicuramente la calma è venuta meno, in quanto ognuno vorrebbe tornare alla normalità. Si tratta della categoria più colpita: c'è la necessità di dare maggiori aiuti, altrimenti i sacrifici saranno vani.

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