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Coronavirus: Fontana ribadisce il no alle passeggiate con i bambini

Il presidente della regione Lombardia rifiuta la circolare con cui il Viminale autorizza le passeggiate dei bambini con un genitore e sottolinea che coloro che venissero sorpresi a passeggiare con i propri figli potrebbero essere multati.

Politica
Pubblicato il 1 aprile 2020, alle ore 13:50

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Coronavirus: Fontana ribadisce il no alle passeggiate con i bambini

La Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia del coronavirus, non concorda con le indicazioni del Ministero degli Interni in merito alle passeggiate con i bambini, e ribadisce l’importanza delle misure di isolamento decretate per frenare la diffusione del Covid-19. Il presidente della regione, Attilio Fontana, ha tenuto a precisare che per lui “non cambia nulla” e che la sua ordinanza resta valida fino al 4 aprile.

Fontana ha anche sottolineato che, in mancanza di un valido motivo, il genitore sorpreso a passeggiare col proprio bambino potrebbe essere multato.

L’assessore al Welfare, Giulio Gallera, ha ribadito il concetto, sottolineando come il sacrificio di tanti stia dando i risultati sperati e, affinché non sia vanificato, sia necessario proseguire l’isolamento almeno per altri 15 giorni. “Dobbiamo resistere e tenere i bimbi a casa“, è stato il suo messaggio ai cittadini. In Lombardia, ha aggiunto Gallera, “”la situazione è positiva: negli ultimi giorni abbiamo assistito a un rallentamento dei contagi, delle persone ricoverate. E proprio per questa ragione ora dobbiamo restare a casa“.

Gallera ha definito “folle, insensata e irresponsabile” la circolare del Viminale che precisa che i bambini posso uscire a fare una passeggiata accompagnati da un solo genitore e in prossimità della propria abitazione. Il ministero ha emesso il comunicato nella giornata di martedì, per dare risposta alle petizioni con le quali si chiedeva che venisse concesso ai bambini di uscire all’aperto per almeno un’ora. 

Da tre settimane, l’Italia ha decretato l’isolamento della sua popolazione a causa della pandemia che ha causato 12.428 morti e 105.792 contagi, consentendo ai cittadini di uscire solo per acquistare beni essenziali o per motivi di salute o di lavoro, escludendo la possibilità di uscire con i propri figli.

Per questo motivo, associazioni di psicologi, educatori e genitori, hanno chiesto al governo di tenere conto anche dei bambini, che per tutto questo tempo (più di un mese nel nord del paese) sono stati costretti a essere rinchiusi a casa per evitare la diffusione del coronavirus e consentire loro di uscire all’aperto per almeno un’ora.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - La strada è ancora lunga e, per i bambini, comprendere i motivi di questa situazione surreale è difficile, ancor di più accettarla. Stare all'aria aperta è un bisogno fisiologico, e in molti si sono chiesti perché fosse concesso uscire di casa per portare fuori il proprio animale domestico ma non i propri figli.

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