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Comizio Salvini, la testimonianza shock di una manifestante picchiata dalla polizia

È stata riportata su Facebook la testimonianza shock di una manifestante presente in piazza a Firenze domenica scorsa, per protestare contro la presenza del leader della Lega Matteo Salvini: "Presa dal collo, non riuscivo a respirare".

Politica
Pubblicato il 21 maggio 2019, alle ore 09:40

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Comizio Salvini, la testimonianza shock di una manifestante picchiata dalla polizia

Si è svolto domenica scorsa, 19 maggio, il consueto comizio politico del leader della Lega Matteo Salvini, che ha fatto tappa a Firenze. Mentre il ministro dell’Interno parlava sul palco in piazza Strozzi, in piazza della Repubblica, distante poche decine di metri da quella principale, si sono riuniti circa due mila persone per contestare la presenza di Salvini nella loro città. A portare questa notizia sotto ai riflettori sono stati alcuni scontri tra polizia e manifestanti che sono avvenuti durante il comizio. A bloccare tutte le entrate presso piazza Strozzi, infatti, erano presenti molti agenti delle forze dell’ordine.

Viva la libertà di pensiero e viva gli striscioni, purché siano nel rispetto e nella non violenza“, aveva commentato l’accaduto il leader della Lega Salvini, affermando che in piazza non erano presenti dei contestatori ma dei teppisti che hanno aggredito gli agenti che stavano lavorando per mantenere la sicurezza, ribadendo così l’importanza nell’approvare il decreto sicurezza bis per inasprire le pene per chi aggredisce le forze dell’ordine. 

Ma, mentre il ministro dell’Interno giustifica così i momenti di tensione avvenuti in piazza, nella pagina Facebook “Firenze dal Basso” arrivano le testimonianze di alcuni manifestanti che sono stati aggrediti dagli agenti presenti al comizio di Matteo Salvini. Nella giornata di ieri, lunedì 20 maggio, è stata pubblicata la storia di una ragazza che ha contattato gli amministratori della pagina non solo raccontando la violenza subita, ma mostrando anche le foto che ne testimoniano i segni ancora presenti sul suo corpo.

“Strattonata, minacciata e picchiata”

Mi hanno preso e buttata a terra, presa a manganellate e trascinata per il collo“, così una giovane ragazza ha descritto la violenza subita dagli agenti delle forze dell’ordine presenti domenica 19 maggio in Piazza della Repubblica, mentre stava mostrando la sua disapprovazione sulla presenza del ministro Salvini a Firenze.

Le immagini inviate dalla giovane sono molto forti e mostrano i segni rossi ancora presenti sul collo a testimoniare quella presa raccontata dalla ragazza stessa. La vittima ha infatti affermato che agli agenti è stato ordinato di “alleggerire” il gruppo di manifestanti, e per questo è stata trascinata per il collo lontano dalla folla e picchiata da tre agenti a cui si sono aggiunti poi altri due.

Rimasta quasi senza respiro per la presa, le sono state rivolte anche parole sessiste e di disprezzo, minacciata di ricevere “il manganello nell’ano se non stava ferma“, così come riporta testualmente la vittima. Dopo essere stata immobilizzata e identificata, è stato riconosciuto che la giovane non stava facendo nulla di male e, per questo, lanciata nuovamente nella folla senza alcun rispetto e con i vestiti a brandelli.

La vittima ha parlato di soddisfazione nello sguardo dell’agente che l’aggrediva, e dell’umanità perduta nel provare gioia nel calpestare la dignità altrui.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Alla giovane vittima va tutta la nostra solidarietà. Mettendo da parte la politica, questi comportamenti vanno denunciati a gran voce e sempre puniti. Non esiste alcuna giustificazione valida per commettere della violenza contro qualcuno, ancora più grave se questa violenza viene fatta da degli agenti delle forze dell'ordine verso una cittadina indifesa.

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