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Classifica corruzione: ecco come è messa l’Italia

Dal 2012 ad oggi il nostro paese ha scalato ben 18 posizioni. Il ruolo giocato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione sembra essere stato molto importante

Politica
Pubblicato il 22 febbraio 2018, alle ore 17:52

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Classifica corruzione: ecco come è messa l’Italia

Il nuovo Indice di Percezione della Corruzione di Transparency International mette in mostra un’Italia migliore rispetto all’anno scorso: il Cpi 2017 posiziona il nostro Paese al 54 posto nel mondo (su 180 Paesi), con un guadagno di 6 posizioni, ma con un punteggio che non è ancora pienamente sufficiente di 50 su 100.

Le posizioni scalate dal 2012, anno dell’approvazione della controversa e tanto dibattuta legge anticorruzione, ad oggi sono 18, di cui 15 da quando è stata creata l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Un progresso in controtendenza con l’andamento della maggior parte degli altri Paesi a livello globale che faticano a migliorare la propria posizione. 

L’Italia migliora nella classifica della corruzione

In cima all’indice di Transparency International, che tutti gli anni classifica i Paesi sulla base del livello di corruzione percepita nel settore pubblico, assegnando un punteggio da 0 (molto corrotto) a 100 (per niente corrotto), ritroviamo anche quest’anno Danimarca e Nuova Zelanda, le quali collezionano rispettivamente 89 e 88 punti.

Anche in fondo alla classifica i Paesi sono rimasti invariati, con Sud Sudan (12 punti su 100) e Somalia (9/100). A livello continentale, l’Italia non è più il fanalino di coda d’Europa: se le passate edizioni hanno visto il nostro Paese gravitare nelle ultimissime posizioni, quest’anno qualche posizione è stata scalata. Tuttavia, rimaniamo in 25esima posizone su 31, lontano dai vertici della classifica.

Il miglioramento registrato quest’anno è frutto dell’impegno italiano in questi ultimi anni sul fronte anticorruzione: dopo la legge Severino del 2012 sono stati fatti diversi progressi, tra cui l’approvazione delle nuove norme sugli appalti, l’introduzione dell’accesso civico generalizzato e, soprattutto, la recente legge a tutela dei whistleblower​. Non va neppure trascurato l’importante lavoro svolto da Anac per prevenire il fenomeno e garantire un migliore funzionamento delle amministrazioni pubbliche“, ha dichiarato Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia.

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Cosa ne pensa l’autore
Luca Santini

Luca Santini - SI tratta senza ombra di dubbio di una buona notizia per il nostro paese. L'attività dell'Anac sembra dare i suoi primi frutti, anche se c'è ancora molto lavoro da fare. La speranza è che nei prossimi anni si possa continuare su questo sentiero virtuoso. Del resto, la corruzione è da sempre una delle piaghe principali del nostro paese.

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