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"Chiudiamo i lombardi". Odio dalla task force di Conte: il post choc di Mantellini

Mantellini, che fa parte del gruppo "anti-odio sul web" del governo, attacca la Lombardia: "Mettiamola in quarantene con i suoi abitanti". Ira della Lega: "Conte lo cacci".

Politica
Pubblicato il 7 giugno 2020, alle ore 13:08

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"Chiudiamo i lombardi". Odio dalla task force di Conte: il post choc di Mantellini

Il governo italiano, recentemente, aveva istituito una task force di 16 esperti per contrastare il fenomeno della disinformazione, delle fake news e dell’odio diffuso sulla rete. Uno di questi esperti è lo scrittore Massimo Mantellini, finito nella bufera mediatica per una frase ritenuta lesiva nei confronti dei lombardi: “Chiudiamo i lombardi in Lombardia. Almeno per questa estate”.

Mantellini ha voluto far riferimeno al fatto che in questi mesi di pendemia la Lombardia è stata la regione italiana più colpita dal Covid-19, con oltre la metà dei contagiati e delle vittime registrati in tutta Italia, e che quindi andrebbe provvisoriamente “isolata” per evitare che diffonda altri focolai di infezione al resto della penisola.

Come è facile immaginare, però, le parole dello scrittore hanno scatenato un vespaio di polemiche nel mondo politico. Il leader del Carroccio Matteo Salvini ha affidato a Twitter la sua replica piccata per rispondere a Mantellini: “Parla l’esperto ‘intellettuale’ scelto dal governo per la task force contro l’odio in rete. Ma vi rendete conto? Disgustoso”.

La Lega ha chiesto di rimuovere Mantellini dal comitato anti-odio social, accusandolo di essere il primo a dare il pessimo esempio. Per i leghisti, discriminare la Lombardia e i lombardi è irrispettoso verso tutte le vittime del Coronavirus e dei loro familiari, oltre che dei medici e degli infermieri che hanno svolto ore di lavoro massacranti durante l’ora più buia della pandemia.

È rimasta famosa per esempio la foto di Elena Pagliarini, l’infermiera bergamasca addormentata sfinita sul computer dopo ore di lavoro estenuanti, proprio in un periodo in cui nei Pronto Soccorso degli ospedali di Bergamo e di Brescia arrivavano mediamente 500 infettati di Covid al giorno. Numeri che avevano rischiato di portare la sanità lombarda al collasso.

Forse è proprio alla luce di questi dati che lo scrittore ha consigliato di mettere in quarantena l’intera regione lombarda come se fosse un’area di appestati, almeno fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà finita del tutto. Ma le sue parole non sono piaciute ai politici leghisti che hanno accusato lo scrittore di razzismo anti-lombardo, chiedendo al governo di rimuoverlo dal suo posto di “controllore” dei “controllati”. 

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Cosa ne pensa l’autore
Roberto Casadei

Roberto Casadei - Credo che le parole dello scrittore sia state fraintese. Non vedo una manifestazione discriminatoria verso la Lombardia, che resta comunque il motore dell'economia italiana, quanto, piuttosto, una sorta di "consiglio sanitario" proposto però in malo modo. Ricordiamo che anche la Cina mise la città di Whuan in quarantena per evitare che contagiasse l'intero gigante asiatico, con risultati più che apprezzabili. Forse Mantellini si riferiva proprio a questo quando ha suggerito di mettere la Lombardia in quarantena per un certo tempo. Ma in un periodo in cui ogni parola diventa il pretesto per alimentare bufere politiche, lo scrittore avrebbe fatto meglio a tacere.

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