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Carlo Calenda attacca i videogiochi: sono una delle cause dell’incapacità di leggere e ragionare

L'ex Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, utilizzando il suo profilo ufficiale di Twitter, ha voluto fare un duro attacco al mondo videoludico.

Politica
Pubblicato il 4 novembre 2018, alle ore 01:07

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Carlo Calenda attacca i videogiochi: sono una delle cause dell’incapacità di leggere e ragionare

I videogiochi e la Politica spesso hanno camminato su due binari totalmente diversi. Già all’inizio degli anni ’90, il periodo in cui uscivano le prime versioni di Carmageddon e Grand Theft Auto, ci sono stati i primi malumori, a partire dagli Stati Uniti.

Il caso più eclatante, in Italia, con tutta probabilità, si è avuto con l’uscita di Mafia: The City of Lost Heaven. In quei tempi, infatti, il game ricevette dei duri attacchi da Roberto Centaro e Carlo Taormina per “i contenuti altamente diseducativi“.

La guerra contro i “giochi elettronici” comunque non si è mai fermata. Anche in questi ultimi anni, in varie trasmissioni televisive e telegiornali, hanno cercato in tutti i modi di convincerci che il videogioco sia il vero male di questo mondo, che spingerebbe un ragazzo adolescente a intraprendere una cattiva strada.

Non sorprendono quindi molto le ultime dichiarazioni rilasciate da Carlo Calenda, nelle quali si è parlato dei videogiochi in una maniera assai dispregiativa: “Sarà forte ma io considero i giochi elettronici una delle cause dell’incapacità di leggere, giocare e sviluppare il ragionamento. In casa mia non entrano”.

Gli attacchi comunque non si fermano qui, e l’ex Ministro dello sviluppo economico dal 2016 al 2018 ha continuato ad andarci duro contro i “giochi elettronici”: “Fondamentale prendersi cura di ogni ragazzo: avvio alla lettura, lingue, sport, gioco. Salvarli dai giochi elettronici e dalla solitudine culturale e esistenziale. Così si rifondano le democrazie”.

Questi tweet non sono stati apprezzati dai suoi followers, e in tanti hanno voluto dimostrare che in realtà i videogiochi non sono il “male del mondo” ma che – anzi – possono aprire a numerose strade lavorative: “Gioco ai “giochi elettronici” da quando sono piccolo, ormai più di 15 anni (ne ho 23), e non ho mai avuto nessun problema né a scuola, né all’università. Mi sono laureato in tempo, e sto per concludere la mia magistrale e ho iniziato a lavorare. Ha preso un granchio. E aggiungo che mi hanno aperto porte sull’editoria online, a skill di video editing, web copywriting e seo che probabilmente non avrei scoperto altrimenti”.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Ormai è la solita solfa. Con tutta probabilità, questi attacchi provengono da persone che conoscono a malapena la parola "Playstation". Non voglio discutere i livelli intellettuali o morali di un politico, ma credo che ognuno debba concentrarsi sul proprio obiettivo, pensando che in Italia ci sono problemi ben più gravi di questo.

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