Iscriviti

Bonomi, presidente di Confindustria, bacchetta il sindacato

Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi sferra un attacco all'arma bianca contro sindacati e governo nel tentativo di far recuperare alle associazioni imprenditoriali un ruolo centrale nel dibattito politico-economico dei prossimi mesi

Politica
Pubblicato il 23 agosto 2021, alle ore 12:33

Mi piace
1
0
Bonomi, presidente di Confindustria, bacchetta il sindacato

Le bacchettate sulle mani del presidente di Confindustria Carlo Bonomi sulla questione dell’obbligo del green pass per i lavoratori il sindacato se le è un po’ cercate. O, perlomeno, ha peccato di ingenuità attestandosi su una posizione se non proprio ambigua perlomeno eccessivamente prudente, che ha dato al capo degli industriali il destro per piazzare il suo colpo. 

Se si vuole rendere obbligatorio il green pass in fabbrica, che il governo lo stabilisca per legge. Questa era la posizione sulla quale era attestata la triplice. Posizione che ha una logica dal momento che quello di fare le leggi, che sono una fonte di diritto, e hanno una cogenza, certamente superiore a un accordo tra le parti sociali che gli industriali sponsorizzano, è compito precipuo del parlamento o dell’esecutivo attraverso la legislazione ordinaria o i decreti.

In realtà la presa di posizione sindacale nasconde la preoccupazione, tutt’altro che infondata, che i lavoratori si possano dividere su una questione tanto delicata perché è pur vero che il sindacato pubblicamente afferma che il vaccino s’ha da fare, ma tra i suoi iscritti non tutti la pensano allo stesso modo e ci sono sacche di resistenza (il 15 o addirittura il 20% degli iscritti sostiene qualcuno) indisponibili a seguire le indicazioni dei vertici. 

Un accordo tra le parti sociali senza l’intervento della politica, essenzialmente per motivi di celerità, come sostiene Confindustria, corre il rischio di aprire un fronte interno che il sindacato in un momento nel quale deve mobilitare tutte le sue energie sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, non può permettersi.

Il leader degli industriali questo l’ha capito e ha fatto la sua mossa: è incredibile che il sindacato si lasci sfuggire un’occasione storica come questa, ha fatto mostra di sorprendersi Bonomi e, già che c’era, non si è lasciato sfuggire l’occasione per sferrare un attacco anche al ministro del lavoro Andrea Orlando, reo di proporre una legge per limitare la delocalizzazione delle attività produttive, argomento quest’ultimo al quale la maggioranza degli associati a Confindustria è particolarmente sensibile. 

Se questo tentativo di ricollocare le associazioni imprenditoriali al centro del dibattito politicoin quel ruolo di protagoniste che rivendicano avrà successo si vedrà. Certo è che il sindacato, se vuole stare al pari della sua naturale controparte, non dovrà limitarsi a rintuzzarne gli attacchi ma dovrà uscire allo scoperto anche a costo di un dibattito interno serrato.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - La questione è meno irrilevante di quanto sembri e si gioca in un braccio di ferro tra attori consumati. Al di là delle apparenze, quella di Confindustria per bocca del suo Presidente non è una posizione in difesa di un astratto principio ma il tentativo di ridisegnare le relazioni tra le parti sociali del prossimo futuro. E non è che l'inizio.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!