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Berlusconi da Renzi: obiettivo blindare il patto delle riforme

Questione patto delle riforme Berlusconi-Renzi. Silvio insiste che la soglia del 4,5% non va abbassata per non avvantaggiare Alfano. Renzi rilancia cercando il via libera definitivo sulla legge per il nuovo Senato. Entrambi hanno il compito di tenere a bada i componenti dei rispettivi partiti

Politica
Pubblicato il 16 aprile 2014, alle ore 10:59

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Berlusconi da Renzi: obiettivo blindare il patto delle riforme

Questione patto delle riforme Berlusconi-Renzi. L’incontro numero uno, nella sede del PD ,il 18 gennaio scorso fu quello della profonda sintonia tra in due; l’incontro numero due, quello di lunedì sera a sorpresa, ancora non si sa se sia stato ugualmente all’insegna della stessa sintonia di qualche mese fa. In sintesi può essere riassunto in una battuta proprio di Silvio Berlusconi a Matteo Renzi: “Caro Matteo facciamo così. Io  tengo a bada i miei matti e tu tieni a bada i tuoi matti”. Il fatto è che entrambi vogliono tenere in piedi l’accordo e se lo sono detti; non conviene a nessuno dei due ma conviene invece per L’Italia che l’accordo tenga. Berlusconi ha chiesto a Renzi garanzia sul PD, visto che sembra una bomba pronta a scoppiare. Lo stesso ha fatto Renzi preoccupato per ciò che succede in Forza Italia, dove la riforma del senato non la vogliono più e i dubbi sull’Italicum si moltiplicano.

Il solo fatto che Berlusconi abbia voluto incontrare di nuovo il premier è una vittoria per lo stesso cavaliere. Una botta di serenità politica che si aggiunge a quella ottenuta per le proprie sorti giudiziarie. Come padre costituente, l’ex premier si è avviato da Renzi, uno dei pochi a sinistra che non lo ha mai demonizzato. Renzi si mostra sicuro che nel PD non ci saranno molti problemi, ma ritiene che il vero pericolo sia Brunetta, il quale non fa altro che sparare bordate.

Berlusconi più sereno per le sue vicende giudiziarie, Renzi invece sereno per avere concluso il giro di nomine in maniera soddisfacente: era dunque il momento giusto per incontrarsi. Il primo, nonostante i dubbi sull’Italicum che percorrono il suo partito, ha ribadito di voler andare avanti con la legge elettorale, insistendo che non va abbassata la soglia del 4,5% per i partiti non coalizzati. Il secondo dal canto suo, ribadisce che bisogna andare avanti con la legge per il Senato. Davanti a queste nuove promesse tra i leader non è detto che i “matti” dell’uno e dell’altro di colpo si trovino d’accordo.

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