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Beppe Grillo: polemiche per i cori cantati dagli studenti a Renzi

Grillo paragona gli studenti delle scuole che hanno ospitato Renzi ai "Figli della Lupa". Fa molto discutere l'iniziativa degli scolari della scuola elementare di aver omaggiato il premier Renzi con cori creati appositamente per lui

Politica
Pubblicato il 7 marzo 2014, alle ore 16:25

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Beppe Grillo: polemiche per i cori cantati dagli studenti a Renzi

Beppe Grillo attacca il premier Renzi accusandolo di strumentalizzare le visite alle scuole per farsi propaganda e inoltre le canzoncine intonate dagli scolari della scuola elementare Raiti di Siracusa farebbero tornare in mente gli incontri di Mussolini con i Figli della Lupa. 

La canzoncina che i piccoli avrebbero cantato suona così: “Facciamo un salto/ Battiam le mani/ Ti salutiamo tutti insieme/ Presidente Renzi/ Muoviam la testa/ Facciamo festa/ A braccia aperte ti diciamo “benvenuto al Raiti’…”.

Le critiche non sono partite solo da Grillo ma anche da un numero consistente di persone che ha criticato molto questa faccenda sul web. In serata Matteo Renzi risponde a Grillo e lo fa via facebook dicendo: “Beppe Grillo è nervoso. Non vuole che io vada nelle scuole, mi vorrebbe rinchiuso nel palazzo. Ma io sto con gli studenti, gli insegnanti, le famiglie e i sindaci. Mentre i suoi stanno fuori ad urlare con Forza Nuova. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”.

Il leader del Movimento 5 Stelle affronta anche temi molto scottanti, sostiene che le elezioni saranno prossime visto chi sta governando in questo momento; secondo Grillo, si potrebbe arrivare alle urne già dal mese di novembre anche perchè l’economia del Paese sta andando a rotoli e la crisi è più forte che mai. Beppe Grillo incalza dicendo che indipendentemente se si andrà alle elezioni a novembre o nella primavera del 2015, si andrà a votare con la legge del “pregiudicatellum” e una per il Senato, il “consultellum”.

Il leader 5 Stelle spiega che il “pregiudicatellum”, creato da Berlusconi e Renzi, non è altro che una nuova legge elettorale fatta apposta per poter ottenere altro potere, in pratica i partiti si possono scegliere i propri parlamentari e i cittadini non possono far altro che assistere alle liste fatte da pregiudicati e condannati in primo grado senza poter dare una sola preferenza.  In realtà questa legge non si chiama”pregiudicatellum” ma l’Italicum, legge che piace a ben pochi; infatti, Beppe Grillo non è l’unico ad aver messo un nomignolo a tale legge (Ispanico, Verdinum Spagolo, il Pastrocchium, Vampirellum, Truffaldellum).

A distanza di sessanta giorni, i sopranomi sono stati tanti che non si possono contare, la Lega l’ha chiamato il Mostrum Italicum; il politologo Gianfranco Pasquino lo chiama il “Porcellinum” per l’assonanza col predecessore, in rete lo chiamano “Schifellum” e così via di seguito. Speriamo bene per tutti gli italiani.

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