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Balotelli-Salvini: tra i due è scontro sulla questione cittadinanza

L’immigrazione e l’acquisizione della cittadinanza italiana rimangono sempre dei temi centrali del dibattito politico. Proprio in questo contesto rientra lo scambio di vedute tra Balotelli e Salvini. Vediamo cos’hanno detto in merito.

Politica
Pubblicato il 6 giugno 2018, alle ore 12:35

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Balotelli-Salvini: tra i due è scontro sulla questione cittadinanza

Entrambi possono essere considerati i personaggi del momento. Uno è da poco rientrato a far parte della nazionale Azzurra, l’altro è invece da poco diventato Ministro degli Interni. Chiunque avrà capito che stiamo parlando rispettivamente di Mario Balotelli e Matteo Salvini.

Così di primo acchito, si sarebbe propensi a pensare che ognuno dei due viva in un mondo ben separato dall’altro. In effetti si poteva pensare così fino a quando l’attaccante non si è espresso sulla questione razzismo. Durante una conferenza stampa, l’ex giocatore di Milan e Inter ha ribadito che nel suo caso, non è certo stato piacevole essere considerato un non italiano fino all’età di 18 anni.

Seppur nato e vissuto in Italia, l’attaccante di colore ha acquisito la cittadinanza tricolore solo con la maggiore età. “Credo che la legge debba cambiare: non sono un politico, non è il mio campo, ma se devo fare un appello per questo lo faccio”. Salvini non ha tardato a rispondere con un secco no. “Caro Mario, lo ius soli non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti dietro al pallone”.

Ma oltre a chiedere un intervento del governo in tal senso, l’attaccante del Nizza ha anche ricordato che non è stato semplice convivere con il razzismo. Per questo motivo ha molto apprezzato l’ipotesi di poter diventare capitano della nazionale guidata da Roberto Mancini. Ma anche in merito a questa possibilità, tra i due si era innescata un’altra velata polemica. Se lo stesso “Balo” aveva lodato la proposta del “Mancio” come “un bel segnale per gli immigrati”, Salvini aveva invece replicato che a prescindere dal colore della pelle, per quel ruolo serve umiltà. “Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati, sia in campo che fuori, non mi è sembrato una di quelle persone umili, in grado di fare squadra, anzi metteva in disaccordo tanti”, aveva aggiunto il leader della Lega.

Ora che è tornato in azzurro, in molti si interrogano su quale sarà il futuro di Super Mario. A chi gli ha rivolto la domanda, l’attaccante ha risposto “Dove andrò a giocare? Chiedetelo all’avvocato Rigo (il collaboratore di Raiola). Anzi, a lui ho detto ‘Salvini lo sa dove io vado a giocare…”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Lo “ius soli” solo pochi mesi fa sembrava essere una delle priorità sul tavolo del governo, poi è finito progressivamente nel dimenticatoio. Balotelli ha il diritto di fare un appello affinché qualcosa cambi, ma questo non significa che la politica dovrà per forza di cose muoversi di conseguenza. In Italia abbiamo problemi decisamente più gravi da risolvere.

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