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Arrestato il consigliere della Regione Campania Gennaro Salvatore

E' stato arrestato il consigliere regionale della Campania, Gennaro Salvatore, con l'accusa di peculato: molti i soldi sperperati in spese poco attinenti all'attività politica come giochi per bambini, tinte per capelli e chewingum

Politica
Pubblicato il 19 febbraio 2014, alle ore 13:08

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Arrestato il consigliere della Regione Campania Gennaro Salvatore

Quando i finanzieri gli hanno chiesto spiegazioni di tutti quei soldi in uscita dai due conti correnti del suo gruppo consigliare, Gennaro Salvatore ha tirato fuori qualche scontrino ed alcune fatture, provando a giustificarsi: 1132 euro in spese di abbigliamento, 1139 euro in prodotti alimentari, 759 euro di tinture per capelli (ovviamente non per lui), circa 4000 euro in gioielleria, 3446 euro in spese di articoli per la casa e tantissimi altri prelevati (29.852 euro nel solo 2010, 27.858 euro nel 2011, 35.500 euro nel 2012); queste sono state le spese maggiori, accompagnate da tante altre singolari uscite come 23 euro per una bombola per gas, 9 euro di giocattoli per bambini, 6 euro e 40 in gomme da masticare e tante altre spese  poco attinenti all’attività politica e troppo esigue per spiegare 95000 euro di fondi per il funzionamento del gruppo consigliare, spesi chissà come. In tre anni, Salvatore  ha gestito, su i due conti correnti, somme fino a 257mila euro.

Per questo il Gip di Napoli, Roberto D’Auria, ha accolto la richiesta della Procura e messo Gennaro Salvatore agli arresti domiciliari con l’accusa di peculato. Secondo la Procura sarebbe solo l’ultimo dei politici campani scoperti ad usufruire dei fondi pubblici delle casse del partito per spese personali, come il parlamentare ischitano Domenico De Siano (ex Pdl), al quale viene contestato l’importo di 19.660 euro, la sua collega salernitana dell’ex Pdl, Eva Longo, l’ importo di 27.991 euro e per Umberto Del Basso De Caro (Pd) un’ipotesi di peculato di 11.300 euro.

Gennaro Salvatore è in politica da una vita ed è da una vita che si ritrova la magistratura sulla sua strada: fu uno dei primi ad essere arrestato nella Tangentopoli napoletana, due condanne per concussione (a quel tempo militava nel partito socialista di Craxi) poi, nel 2010, la rinascita politica: entra in consiglio comunale con 10 mila preferenze sempre con il garofano in pugno, questa volta nel nuovo PSI, alleato e uomo di fiducia di Stefano Caldoro, esponente di Forza Italia e attuale Presidente della Regione Campania. Qualche mese fa, quando ha saputo delle indagini, si era dimesso da capogruppo.

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